Senza scarpe e senza indumenti, ma ringraziando il cielo di essere ancora in vita, una musa ispiratrice aveva iniziato a perdere la sana abitudine di agire e osservare la frequenza della sua voce interiore che per tanto tempo aveva ascoltato e appagato.
Era iniziato così un periodo privo di piacere, guidato da un arido e inconsapevole senso del dovere. Fortuna volle che incontrò lo sciamano del villaggio che, come naturale effetto dell’incontro, le regalò un anello prezioso, insieme a un altrettanto prezioso suggerimento:
“È necessario metterti in gioco mia cara e soprattutto non ricadere più nella trappola del dovere che, come un ciondolo ipnotizzante, ti mantiene intrappolata nel “Vorrei ma non posso”
”Non ho proprio idea di come possa farlo” gli rispose la musa.
“Non è necessario attendere niente e nessuno” disse lo sciamano “ma scegliere semplicemente di essere il meglio di te e iniziare a muoverti da lì nella vita quotidiana, esponendoti senza paura. Quando hai qualche dubbio guarda questo anello prezioso. È un promemoria di ciò che sei: una preziosa musa ispiratrice. Ti è sufficiente non cadere nell’oblio ed essere presente a te stessa per ispirare la tua vita e quella chi ti è intorno.”
Questo racconto è il risultato di una giocata con Archè di Marilena Dellago












