Categoria: Una poesia al giorno

Si salveranno | Manuela Toto

Si salveranno solo i flessibili
e i diversamente agili,
quelli con le prospettive
e i pensieri ampi.
Si salveranno
quelli che sbagliano in fretta
e fanno delle cadute slanci,
i domatori del pessimismo,
i navigatori disancorati
e gli apprendisti stregoni
in generale.
Si salverà
chi accorda il respiro e i pensieri
al presente,
chi ascolta fino in fondo prima di parlare,
chi sa che l’acqua arriva sempre al mare
e non impreca contro il buio,
ma si fida del tunnel,
perché sa che la luce non va cercata fuori
ma accesa dentro.

Manuela Toto

Foto di Jakob Owens su Unsplash

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Rᴇɢᴏʟᴇ ᴘʀᴇᴠᴇɴᴛɪᴠᴇ ᴘᴇʀ ɴᴏɴ ᴀᴍᴍᴀʟᴀʀsɪ

Da un paio di giorni gira su Facebook questa meravigliosa poesia. E’ stata erroneamente attribuita a Wyslawa Szymborska, poeta polacca, insignita del Nobel per la letteratura nel 1996. La reale maternità è di Manuela Toto che ieri sul suo profilo ha così commentato: “

Da ieri questa mia poesia gira su Facebook con attribuzione a Wislawa Szymborska. 

Oltre ad essere un onore per me e oltre a ringraziare le molte persone, perfette sconosciute, che si sono prodigate a scrivermi in privato con grande cura ❣️(e questo smentisce almeno in parte l’idea che Facebook sia solo il luogo mediatico di diffusione di fake news, paura e odio), ci tengo a spiegare cosa credo sia avvenuto: una persona che non conosco e che ringrazio 💓 ha condiviso con un copia incolla la poesia, con indicato il mio nome, su una community dedicata alla ben più nota di me poetessa polacca, deceduta nel 2012; probabilmente da lì è partita una catena di “copia incolla” dove si è perso il nome dell’autrice e dove l’opera è stata erroneamente attribuita alla Szymborska. Tutto qui.


Ho capito una cosa da tutta questa storia: forse non scrivo poi così male.
E visto il contenuto del mio testo, al di là del riconoscimento di chi l’abbia scritto, il movimento che ha generato mi fa comprendere quanto abbiamo bisogno di parole buone in questi giorni così complicati.


Restiamo sempre affamati di senso e di comprensione… e perché no, anche di verità😊

Sono felice di condividere qui le parole della sua poesia.
La dedico, con immensa gratitudine, a tutta la “gente che vuole vivere” di cui per fortuna “è pieno il mondo”, a cominciare da Manuela Toto.

Rᴇɢᴏʟᴇ ᴘʀᴇᴠᴇɴᴛɪᴠᴇ ᴘᴇʀ ɴᴏɴ ᴀᴍᴍᴀʟᴀʀsɪ

Mantenere le distanze 
dai pensieri tossici
dal senso di colpa 
e dalla vergogna.

Non mescolare i tuoi sogni
con chi non ne ha mai realizzato 
uno suo.

Igienizzare gli angoli del cuore
da chi hai lasciato andare.

Coprirsi gli occhi
davanti all’ipocrisia
e procedere.

Coprirsi la bocca 
davanti alle provocazioni
e procedere.

Coprirsi le orecchie
davanti alle critiche sterili
e procedere.

Far entrare aria 
e spalancare le vedute strette.

Scegliere 5 persone 
migliori di te in fatti e parole
e offrirgli un posto
a tavola e nel tuo cuore
.

Evitare in ogni modo il contatto 
con i qualunquisti,
i perbenisti, 
i pressapochisti,
con quelli in cerca di una scusa,
con gli adagiati 
sul divano del lamento.

Farsi contagiare
solo dagli inquieti, dai poeti, 
dagli acrobati del possibile,
dagli smaniosi,
da chi non vede l’ora.

Se non ne conosci nessuno,
cercali.

Di gente che vuole vivere 
è pieno il mondo
.

Manuela Toto

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Tu | Beatrice Volpi

Nessuno può rubarti nulla
sei venuto a fare qualcosa di unico, perfetto e straordinario.

Continua a provare 
e a sbagliare,
lasciati contaminare
e rimani te stesso/a

Ricordati di fare il vuoto, 
di fare spazio
di vibrare in esso. 

Calca la terra con le mani, con i piedi

Spazzola con cura le radici
spostale se serve.

Ascolta 
e nutriti d’amore

Trova la tua casa, 
la tua pelle,
portatela dietro, se serve.

Resta nel buio
solo se stai per germogliare
e poi esplodi in tutta la tua magnificenza
nella verità del tuo momento.

Sii unico
sii unica
e irripetibile

Beatrice Volpi – Verso Casa

Foto di v2osk su Unsplash

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LA VITA NUOVA | | Chandra Livia Candiani

La vita nuova
arriva taciturna
dentro la vecchia vita
arriva come una morte
uno schianto
qualcuno che spintona così forte
un crollo.
È una scrittura tanto precisa
e netta da non lasciare dubbi
né sfumature di senso eppure
non dà direzioni né mete.
La vita nuova irrompe
come un vecchio che cade
sul ghiaccio, un pensiero
davanti a un muro, la
sirena di un’ambulanza.
Non ci sono feriti
né annunci di sciagura
solo noi da convincere
a lasciar perdere il miraggio
di una vita rettilinea, di un
orizzonte, lasciarsi curvare,
piegare alla tenerezza
delle anse del destino.
La vita nuova
è come un grande tuono
sbriciolato
poi a poco a poco
l’erba si china sotto la pioggia
la prende
la beve.

 Chandra Livia Candiani  da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore  2014

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Foto di Iza Gawrych su Unsplash

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Amare la solitudine | Andrew Faber

Amare la solitudine

non significa non avere amici.
Non significa
non sapere stare in mezzo agli altri.
Amare la solitudine
non significa odiare 
le cene, le feste.
Gli attimi di confusione. Le attese.
Non significa rifiutate attenzioni
o non avere mai bisogno di aiuto. 
Le persone che amano la solitudine
non sono noiose, silenziose, assenti.
Non sono spente. 
Le persone che amano la solitudine
sono pulite, sono vere. 
E portano dentro una luce meravigliosa. 
Perché è così.
Perché se ci pensate bene
conoscono e custodiscono 
la forma d’amore più vera che esista.
Perchè non è da tutti
e costa molto caro
prendersi per mano
e raccontarsi la verità.
Imparare a non aver paura mai
di rimanere soli con se stessi
e scegliere di vivere abbracciati
alla propria libertà.

Andrew Faber/Andrea Zorretta

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Foto di Zoltan Tasi su Unsplash

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Oh me! Oh vita! | Walt Whitman

Oh me! Oh vita! Di queste domande che ricorrono, 
degli infiniti cortei di infedeli, di città gremite di stolti, 
di me stesso che sempre mi rimprovero, (Perché chi più stolto di me, chi più infedele?) 
di occhi che invano bramano la luce, degli scopi meschini, della battaglia sempre rinnovata, 
dei poveri risultati di tutto, delle sordide folle ansimanti che vedo intorno a me, 
degli anni inutili e vuoti del resto, io intrecciato col resto, 
la domanda, ahimé! Così triste, ricorrente 
Cosa c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita? 

Risposta
Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità, 
Che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un verso. 

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Foto di Studio Dekorasyon su Unsplash

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Sii presente | Jeff Foster

.

Sii presente. Sii qui.
Senti i piedi sul pavimento,
l’addome che sale e scende.
Sii aperto e ricettivo
alla vita tutto intorno a te.
I suoni, gli odori, i sapori.
Le sensazioni sorgono inaspettatamente.
Un fremito nella pancia.
Una contrazione nella gola.
Una vecchia tristezza che viene a farti visita.
Resta curioso mentre il momento danza.
Ascolta. Ascolta con tutto il corpo.

Jeff Foster

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Foto di Fernando @cferdo su Unsplash

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IL PRIMO GIORNO DEL NUOVO MONDO | Simone Cristicchi

IL PRIMO GIORNO DEL NUOVO MONDO | Simone Cristicchi

Il primo giorno
del nuovo mondo
ci svegliammo
a un accenno dell’alba
salutando con gli occhi
il ritorno del sole.
Nell’aria un profumo
di pane sfornato
e un’improvvisa voglia
di capriole.

“Io sono qui” – disse il mondo
a raggi unificati
“E voi dove siete stati?”
Noi nella tana in letargo
a dormire
Noi coi gerani ad ornare
i balconi
Noi rinchiusi nei giorni
lunghi secoli
con l’unico scopo
di restare vivi.

Il primo giorno
del nuovo mondo
come soldati tornati dal fronte
ammutoliti dallo stupore
scendemmo tutti in strada,
nel silenzio interrotto soltanto
dai nostri “buongiorno”,
e da qualche risata.

I sopravvissuti
chiesero un sorso d’aria
l’abbraccio negato
rivedere il mare,
mangiare un gelato:
cose inestimabili
a buon mercato.
I bambini tornarono a scuola,
come andassero a una festa
dopo la lunga ricreazione.
Furono loro alla testa
della rivoluzione.

Il primo giorno
del nuovo mondo
fu il tempo di uscire
al di fuori di noi
dalla Terra imparammo
la grande lezione
rinati alla vita,
più umani di mai
Così al suo segnale,
in mondovisione
ci scrollammo di dosso
il mille e novecento
e i sospiri di sollievo
divennero il vento.

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Foto di kazuend su Unsplash

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Ogni Caso | Wisława Szymborska

Ogni Caso | Wisława Szymborska

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

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Quando i miei pensieri sono ansiosi | Rainer Maria Rilke

Quando i miei pensieri
sono ansiosi, inquieti e cattivi,
vado in riva al mare,
e il mare
li annega
e li manda via
con i suoi grandi suoni larghi,
li purifica con il suo rumore,
e impone un ritmo
su tutto ciò che in me
è disorientato
e
confuso.

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