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21 parole per il 2021 | gioia

20 marzo 2021 equinozio di primavera.
Quali parole e sensazioni evoca la primavera? Rinascita, nuovo inizio, sbocciare, fiorire, tepore, aria nuova, luce … in una parola GIOIA.

Gioia, la nostra quinta parola, da non confondere con la felicità. Per comprendere la differenza cito  Brene Brown nel suo libro I doni dell’imperfezione dove riporta l’esito di una ricerca sull’origine di queste due parole fatta da Ann Robertson, pastore metodista, scrittrice e direttrice della Massachusetts Bible Society.

Il termine greco per felice è makarios, che veniva usato per descrivere la libertà dei ricchi dalle cure e dalle preoccupazioni comuni, o per indicare una persona che riceveva una qualche fortuna, come denaro o salute.
La Robertson lo paragona al verbo greco chairo, gioire. Gli antichi greci definivano il chairo come “il culmine dell’essere” e il “buonumore dell’anima”. Scrive la Robertson: “Chairo, ci dicono i greci, è qualcosa che si trova solo in Dio, e si accompagna a virtù e saggezza. Non è una virtù da principianti: è un culmine. Dicono che il suo opposto non è la tristezza ma la paura” 

La gioia è quindi qualcosa di più intimo, totale, profondo, coinvolge l’essere nella sua totalità tanto da raggiungerne il “culmine”. La gioia non è l’estasi, è qualcosa di più terreno, è il buon umore dell’anima, quello che si può provare guardano un pesco in fiore, un cucciolo di qualche animale, un bimbo giocare, o ascoltando un brano musicale.

Cos’è che ti da Gioia? Ti sei mai fermat@ a pensarci? Da quanto tempo non ti senti pien@ di Gioia? Puoi sintonizzarti con lei? La Gioia è sempre lì ad accoglierci, come ci ricorda Jalal al Din – Rumi

Vieni, vieni, chiunque tu sia,
vagabondo, devoto, fuggitivo.
Non ha importanza.
La nostra non è una carovana di disperazione.

La nostra è una carovana di gioia infinita.
Vieni, anche se per mille volte hai rotto il tuo voto.
Vieni, vieni, ancora una volta. Vieni.

Suggerimenti per il corpo

Che ne dici di allenarti alla Gioia? Come? Inizia così: metti una musica che ami, una con un bel ritmo. Può essere Primavera di Marina Rei, tanto per restare in tema. E danza, lascia che il tuo corpo si muova come vuole al ritmo della musica, senza giudizio, senza movimenti preconfezionati, semplicemente danza! Lascia che il corpo gioisca del movimento, è fatto proprio per muoversi con tutte quelle articolazioni che ha e posizioni che può assumere. Danziamo, danziamo altrimenti siamo perduti, diceva Pina Bausch

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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21 parole per il 2021

Ci incontriamo il 21 marzo mattina per giocare a Villa Ada (Roma) con le 21 parole per il 2021, ognuno con la propria parola e tutti quanti insieme. Porta con te qualcosa per stare sedut@ comodamente sul prato, una penna e una bella dose di curiosità. La partecipazione è a offerta libera. Info e prenotazione qui

Perché 21 parole per il 2021?


Umanamente ed emotivamente, nell’ultimo anno, più della pandemia sta mietendo vittime l’Infodemia, la quantità di informazioni, spesso contraddittorie e fuorvianti, emesse dai media a tutte le ore, con modalità e termini da “bollettino di guerra” più che di semplice informativa o, meglio ancora, di educazione alla prevenzione e al rafforzamento del sistema immunitario.

Qual è lo scopo del tipo di linguaggio che usa la maggior parte dei media?
Quale impatto ha sulle persone? 
Quale altro linguaggio può sostenere la presa di consapevolezza in noi? 
Quali parole possono aiutare la nascita della nuova umanità che sta emergendo, a parere di molti, me compresa?  

Sentivo e sento l’esigenza di un linguaggio nuovo, di riportare valore a parole logorate da un uso eccessivo e strumentale, di trovare parole nuove, inventarle, prenderle a prestito da altre lingue, magari quelle antiche, invece dell’imperversante inglese. L’estate scorsa ho condotto un’indagine fra amici, conoscenti, seguaci della pagina Facebook e iscritti alla newsletter da cui sono emerse una lista di parole che ho poi integrato e studiato. Hu pubblicato poi le 21 parole finali a cadenza più o meno regolare su questo sito, sulla pagina facebook e sul mio profilo instagram da luglio 2020 a febbraio 2021.

E’ arrivato il momento di giocarci
dal vivo e in natura per:

vagabondare nella bellezza del linguaggio
riconoscere il potere parole
creare uno spazio e un tempo di ludica contemplazione
stimolare il pensiero
contribuire al linguaggio della nuova umanità
ritrovare fiducia nell’essere umano
accogliere e integrare le emozioni
dare spazio alla propria umanità
ispirarci a vicenda
restare uniti
ritornare al centro di sè
abitare la propria unicità
nutrire il proprio Essere
stare con ciò che c’è
aiutarci a scoprire il senso di ciò che accade
mantenerci saldi nel caos
onorare la Vita che rinasce e gioire di essere vivi
ridare dignità alla morte
riconnetterci con i cicli della natura
percepire l’interconnessione fra ciò che è dentro e ciò che è fuori di noi
praticare la gratitudine

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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5. Gioia | 21 parole per la nuova Umanità

Il nostro viaggio nelle 21 parole per la nuova Umanità è arrivato alla 5 tappa: Gioia. Ci siamo arrivati dopo aver esplorato e attraversato Semplicità, Fiducia, Amore e Coraggio. Questa frase di Hugo Von Hofmannsthall da Il libro degli amici è stato un perfetto ponte che dal coraggio ci ha portato qui: “La Gioia richiede più abbandono, più coraggio che non il dolore. Abbandonarsi alla Gioia significa appunto sfidare il buio, l’ignoto.” Iniziamo, come da tradizione, con il significato della parola tratto dal sito treccani.it, anche se questa volta trovo la definizione alquanto riduttiva.

Significato

gioia¹ /’dʒɔja/ s. f. [dal fr. ant. joie, lat. gaudia, plur. di gaudium “gioia”]. – 1. a.[intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici o quando un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento: 
giòia2 s. f. [ricavato da gioiello, con influenza della voce prec.]. – 1. Pietra preziosa, lavorata o no
Naturalmente noi tratteremo del primo significato, ma è interessante avere a mente anche il secondo.

Origini

La parola gioia ha origini latine, deriva del termine gaudia, plurale di gaudium. Come nome di persona è in uso sin dal periodo medievale ripreso sia dal latino gaudia che dalla forma francese di joie.
E’ estremamente interessante la ricerca dell’origine delle parole felicità e gioia fatta da Ann Robertson, pastore metodista, scrittrice e direttrice della Massachusetts Bible Society che Brene Brown riporta nel suo libro I doni dell’imperfezione. “Il termine greco per felice è makarios, che veniva usato per descrivere la libertà dei ricchi dalle cure e dalle preoccupazioni comuni, o per indicare una persona che riceveva una qualche fortuna, come denaro o salute. La Robertson lo paragona al verbo greco chairo, gioire. Gli antichi greci definivano il chairo come “il culmine dell’essere” e il “buonumore dell’anima”. Scrive la Robertson: “Chairo, ci dicono i greci, è qualcosa che si trova solo in Dio, e si accompagna a virtù e saggezza. Non è una virtù da principianti: è un culmine. Dicono che il suo opposto non è la tristezza ma la paura” 

Sulla parola

La definizione della gioia della Robertson termina con queste parole: “Dicono che il suo opposto non è la tristezza ma la paura”. Ci riporta alla nostra 4 parola il Coraggio e alla frase iniziale di Von Hofmannsthall.

Anche Andrea Zurlini, giovane filosofo e artista italiano, mette gioia e paura ai due poli opposti del grande campo delle emozioni umane.  “Tutta la gamma delle emozioni possibili e sperimentabili sono modulazioni diverse di una vibrazione sola con poli opposti. Questa energia ha un suo picco massimo e un suo livello minimo. Un pò come la manopola del volume sullo stereo. Il picco massimo è la gioia assoluta, l’estasi, la beatitudine e l’identificazione col tutto che provoca uno stato di amore incondizionato continuo. Il livello minimo è rappresentato dalla paura, il dolore la separazione da sé e dagli altri, l’angoscia e la confusione … la manopola interna che regola il settaggio di frequenza emozionale è nelle nostre mani e segue la nostra scelta. Si trova in un punto della nostra coscienza a cavallo tra conscio e inconscio ed è sempre a nostra disposizione, allorquando decidiamo di utilizzarla consapevolmente. L’organo predisposto alla capacità di modulazione di frequenza energetica dei pensieri non è il cervello ma il cuore”.

Tra gli anni 60 e 70 i coniugi Beatrice e John Lacey furono i primi a comprendere che il cuore manda informazioni al cervello che il cervello non solo comprende, ma obbedisce, influenzando percezioni e comportamenti. Esistono infatti meccanismi attraverso i quali degli input da cuore a cervello possono inibire o facilitare l’attività del cervello.

Anche Osho, mistico e maestro spirituale indiano, scrive di mente e cuore: ”Essere felici è un diritto di nascita per tutti, ma purtroppo la società, le persone con cui abbiamo vissuto, che ci hanno messo al mondo, non ci hanno mai pensato. Si sono semplicemente riprodotte, hanno dato vita a degli esseri umani come fanno gli animali, ancora peggio perché almeno gli animali non sono condizionati. Questo processo di condizionamento dovrebbe essere trasformato completamente. La mente dovrebbe essere addestrata a essere al servizio del cuore. La logica dovrebbe servire l’amore; a quel punto la vita può diventare un festival di luci

Avendo detto tutto questo, cosa possiamo fare per vivere la Gioia nelle nostre vite? Ancora una volta ci possono essere d’aiuto alcune domande e trovare ognuno la risposta giusta per sé in questo momento.

Alcune domande

Cos’è la Gioia?
E’ un’emozione? Uno stato? Un’entità astratta?
Arriva da sola o posso far qualcosa per viverla?
Dov’è la Gioia? Dentro o fuori di me?
Se è dentro di me quando la sperimento? Dove la sento? Come la sento?
Se è fuori di me è qualcosa con cui posso sintonizzarmi, connettermi? Come?
Perchè Hugo Von Hofmannsthall dice che la Gioia richiede coraggio e abbandono?
Se la Gioia è il “culmine dell’essere”, il “buon umore dell’anima” esistono strumenti o pratiche che possono aiutarmi a viverla? Quali?

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Immagini di ANIRUDH, Ben White e Kortnee Greenfield su Unsplash

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Fase 2 e 3 – FINALMENTE ‘NA GIOIA – Incontri online di Gioiastica™, l’Arte di allenarsi alla Gioia

Fase 2 – FINALMENTE ‘NA GIOIA con Emanuela Masini
Incontri online della Gioiastica, l’arte di allenarsi alla Gioia
Tutti i lunedì di giugno dalle 20.30 alle 21.30 a partire da lunedì 1 giugno.

CHE COS’E’ LA GIOIASTICA® ?
La Gioiastica è un’arte, l’arte di allenarsi alla Gioia. E’ un allenamento a sentirla, vederla, riconoscerla, esserne grati. E la ginnastica della Gioia di vivere. Non significa negare o nascondere le emozioni meno piacevoli come la paura, la rabbia, la tristezza. E’ un allenamento a sentire e riconoscere tutte le emozioni per poter accrescere la Goia nella vita quotidiana, condividendola con le persone e l’ambiente intorno. Se vuoi saperne di più leggi qui e soprattutto vieni a provarla!

COSA SI FA NEGLI INCONTRI DELLA GIOIASTICA?
Inizieremo i nostri incontri con la Coerenza Cardiaca, dedicheremo poi del tempo ad ognuno dei 4 pilastri della Gioiastica: il movimento, la creatività, l’introspezione e il gioco. Sperimenteremo la Gioia del movimento, la libertà dell’espressione creativa, l’intimità dell’incontro con se stessi e la leggerezza del gioco. Sarà incontro online sulla piattaforma Zoom.

COME MAI LA GIOIA IN QUESTO PERIODO?
“Non sentirti in colpa per essere felice in questo momento difficile. Non aiuti affatto essendo triste e senza energia.Aiuta che buone cose emanino dall’Universo adesso. È ATTRAVERSO LA GIOIA CHE SI RESISTE. Inoltre, quando passerà la tempesta, sarai molto importante nella ricostruzione di questo nuovo mondo.Devi stare bene ed essere forte. E per questo non c’è altro modo che mantenere una vibrazione bella, felice e luminosa.” Questo è un estratto del Messaggio di White Eagle del 16 marzo scorso. Puoi leggere qui l’intero messaggio

E DELL’ANSIA, LA SOFFERENZA, LA MORTE, LA PAURA, LA RABBIA CHE NE FACCIAMO?
Hai presente un ciclone? E l’occhio? Quella zona calma, o di quasi calma, che si trova più o meno al centro del ciclone attorno alla quale ruotano un anello di temporali molto forti?
Ecco, fermati un attimo e stai qualche istante in compagnia di questa immagine.
Mantenere una “vibrazione bella, felice e luminosa” significa riconoscere, sentire e stare con l’ansia, la sofferenza, la paura, con il ciclone insomma, quando esso si manifesta al nostro interno. Significa vederlo senza diventare il ciclone, significa osservarlo dall’occhio del ciclone e lasciare che si esprima mantenendo l’attenzione al centro. E c’è sempre il Metodo T.R.E. per il rilascio di tensioni, stress e traumi.

DA DOVE VIENE QUESTO TITOLO
Hai mai sentito qualcuno, in particolare a Roma, lamentarsi per qualche accadimento con queste parole: “Mai ‘na gioia”? Ogni volta che la sento mi si stringe il cuore. E’ un modo di dire che rimpiccolisce la vita di chi lo pronuncia e la vita, la bellezza in generale. E’ quel MAI che fa male a chi le pronuncia e a chi le ascolta. Le parole hanno una grande forza, maggiore di quella che crediamo. FINALMENTE ‘NA GIOIA propone di ribaltare questo modo di parlare e di intendere la vita. Lo farà nel corso di incontri di gruppo dove il movimento, la creatività, l’introspezione e il gioco sono gli strumenti che ci guideranno a riconoscere e valorizzare la gioia nella vita di tutti i giorni.

Per informazioni e prenotazioni emanuela@prospettivag.it

Un piccolo passo, online, verso la Gioia di Essere.

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Foto di Simon Hattinga Verschure su Unsplash

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Messaggio di White Eagle

Messaggio di White Eagle, indigeno Hopi (16/03/2020) 

“Questo momento che l’umanità sta attraversando ora può essere visto come un portale e come un buco. La decisione di cadere nel buco o passare attraverso il portale dipende da te. 


Se ti angusti per il problema e consumi notizie 24 ore al giorno, con poca energia, sempre nervoso, con pessimismo, cadrai nel buco. Ma se cogli l’occasione per guardarti, ripensare la vita e la morte, prenderti cura di te e degli altri, attraverserai il portale. Prenditi cura della tua casa, prenditi cura del tuo corpo.

Connettiti con il corpo centrale della tua Casa spirituale. Connettiti all’egregora della tua casa spirituale. Corpo, casa, corpo centrale, casa spirituale, tutto ciò è sinonimo, significa la stessa cosa. Quando ti prendi cura di uno, ti prendi cura di tutto il resto. 

Non perdere la dimensione spirituale di questa crisi, diventa come l’aquila che dall’alto vede tutto, vede più ampiamente.

C’è una domanda sociale in questa crisi, ma c’è anche una richiesta spirituale. Le due cose vanno mano nella mano. Senza la dimensione sociale, cadiamo nel fanatismo. Ma senza la dimensione spirituale, cadiamo nel pessimismo e nella mancanza di significato.

Sei stato preparato a superare questa crisi. Prendi la tua cassetta degli attrezzi e usa tutti gli strumenti a tua disposizione. 


Impara la resistenza dalle popolazioni indigene e africane: siamo sempre stati e continuiamo a essere sterminati. Ma non abbiamo ancora smesso di cantare, ballare, accendere un fuoco e divertirci. 

Non sentirti in colpa per essere felice in questo momento difficile. Non aiuti affatto essendo triste e senza energia.

Aiuta che buone cose emanino dall’Universo adesso. È attraverso la gioia che si resiste. Inoltre, quando passerà la tempesta, sarai molto importante nella ricostruzione di questo nuovo mondo.

Devi stare bene ed essere forte. E per questo non c’è altro modo che mantenere una vibrazione bella, felice e luminosa. 

Questo non ha nulla a che fare con l’alienazione, é una strategia di resistenza. Nello sciamanesimo esiste un rito di passaggio chiamato ricerca della visione. Trascorri qualche giorno da solo nella foresta, senza acqua, senza cibo, senza protezione. Quando attraversi questo portale, ottieni una nuova visione del mondo, perché hai affrontato le tue paure, le tue difficoltà. Questo è ciò che ti viene chiesto. 


Approfitta di questo tempo per esercitare la tua visione e cercare i tuoi rituali. Quale mondo vuoi costruire per te stesso? 
Per ora, questo è ciò che puoi fare: serenità nella tempesta.

Calmati e prega.
Ogni giorno.
Stabilisci una routine per incontrare il sacro ogni giorno.

Le cose buone emanano, ciò che emani ora è la cosa più importante.

E canta, danza, resisti attraverso l’arte, la gioia, la fede e l’amore

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Photo by Stéfano Girardelli on Unsplash

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2. Fine della quarantena

ENGLISH VERSION

13 marzo 2057

Abbiamo ballato tutta la notte. Anche la nonnabis e i suoi amici centenari. Era uno spettacolo vederli. Credo che l’aver attraversato e superato il CoronaVirus li abbia resi praticamente invincibili. Hanno un’energia e una voglia di vivere veramente contagiosa.

Ho chiesto alla nonnabis come faccia ancora a ballare, a cantare e a ridere con così tanta energia. Mi ha risposto che c’è stato un momento, mentre ballava, che il suo corpo si è ricordato il giorno della fine della quarantena ed ha iniziato a muoversi, più o meno, come allora. 

Ha detto che si sentiva come quel giorno quando tutte le persone sono potute finalmente uscire di casa e le strade si sono riempite di gente festante. All’inizio in realtà era tale la disabitudine e la paura del contagio che hanno cominciato ad avvicinarsi piano piano. Ma ben presto la mancanza di abbracci, di contatto, di stare insieme in carne ed ossa era stata così forte e prolungata che ogni remora è caduta e si abbracciarono tutti, conosciuti e sconosciuti, e restarono abbracciati minuti interi.

E’ li che è nata l’usanza, che abbiamo tuttora, di abbracciarsi a lungo quando ci si incontra, in famiglia, con gli amici stretti e con tutti, qualsiasi sia il ruolo che svolgono nella società. Siamo tutti esseri umani, ugualmente degni e nutriti del contatto con gli altri. Non iniziamo mai una classe, un incontro, una riunione di lavoro senza che tutti si siano scambiati un lungo abbraccio. Anche di questo sono grata alla nonnabis e ai suoi coetanei. E’ così bello iniziare ogni cosa con un abbraccio!

“E’ stata un’esplosione di Gioia collettiva” – ha continuato la nonnabis – “Non avevo mai provato un’emozione così intensa, tanto intensa da avere la sensazione che il cuore non potesse contenerla e volesse uscire dal petto. Eravamo tutti così entusiasti e pieni di Gioia che non la finivamo di abbracciarci, baciarci e ballare. Quanto abbiamo ballato! Tutta la notte e il giorno dopo e la notte successiva e il giorno dopo ancora e di nuovo la notte e il giorno. 72 ore di seguito! Abbiamo suonato, cantato, danzato tutte le canzoni che sapevamo e quelle che abbiamo inventato lì per lì. Passavamo ore intere a suonare qualsiasi tipo di percussione esistente o improvvisata. I piedi si muovevano da soli, il corpo rinasceva e ogni cellula sorrideva e brillava. La mente di tutti si riempiva di quella pura Gioia e da allora anche i pensieri più cupi hanno sempre almeno una goccia di quell’esperienza che si tramanda di generazione in generazione, di donna in donna, proprio a livello cellulare. E’ per quello che ci sono tante donne e tante bambine che hanno il tuo stesso nome: Mudita” E a quel punto la nonnabis mi ha raccontato per l’ennesima volta il significato del mio nome. Te la racconto che forse non lo conosci.

Mudita vuol dire gioire della gioia dell’altro.  E’ un termine del buddismo. Per Siddharta Gautama, meglio noto come Buddha, vissuto tra il V e il IV secolo a.C., la gioia non era una risorsa limitata su cui litigare o a cui avevano diritto soltanto pochi fortunati. La gioia era infinita, illimitata. Per Siddharta la parola mudita esprimeva la piena esperienza di una GIOIA (e non di invidia o risentimento) che si provava a venire a sapere le cose belle accadute a qualcun altro. Secondo lui, il puro fatto di poter provare mudita in prima battuta era la prova che la felicità degli altri non diminuisce la nostra: al contrario l’aumenta.

Mi piace sempre quando la nonnabis mi racconta questa storia. Le sono saltata al collo e ci siamo abbracciate strette strette. Il Corona Virus non c’è più da un pezzo. Dai, vieni anche tu nel nostro abbraccio.

Foto di Mitchell Luo su Unsplash

QUI PUOI TROVARE LA VERSIONE AUDIO DI QUESTA FIABA

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NOTA. Questo racconto fa parte di una raccolta intitolata IL CORONA VIRUS RACCONTATO DAI NOSTRI BISNIPOTI. Ogni racconto può essere goduto separatamente o nell’ordine di narrazione:

1. Il coronavirus raccontato dai nostri bisnipoti
2. Fine della quarantena
3. Affacciamoci compagnia
4. Stare con quel che con quel che c’è per il tempo che ci vuole
5. Cuore e Cervello insieme
6. Una nuova fase

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Ringrazia tutti, anche te stesso | Franco Arminio

Ringrazia tutti,
anche te stesso.
Fai quello che hai paura
di fare.
Guarda le cose con stupore.
Fatti toccare, ma apri
la bocca raramente.
Pensa che sei morto,
ogni tanto.
Torna a casa, il corpo
è un giardino
fatto con le ossa.
Accarezza gli animali.
Guarda le piante.
Sappi che il terribile
non evita nessuno.
Esulta per i tuoi figli,
per i tuoi amici.
Porta pochi panni
nella valigia.
Festeggia qualcuno
senza motivo.
Considera che sei un ricco
possidente.
Parla chiaro,
non commerciare
con l’oscurità.
Sappi che il mondo si regge
sulla tua gioia
più che sulle tue lacrime.

Franco Arminio

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S.M.I.L.E. – 5 passi per trasformare le giornate nere

Hai mai avuto una giornata nera in vita tua? Forse più di una? Vorresti allentare la morsa e magari smettere di averne? Allora S.M.I.L.E può interessarti. 

Ti starai forse chiedendo cos’è S.M.I.L.E.? di che si tratta?

S.M.I.L.E. è uno strumento della  Gioiastica, un metodo in 5 passi, semplici ed efficaci, per far nascere il sorriso alle giornate nere. Cinque azioni alla portata di tutti che possono far completamente cambiare direzione ad una brutta giornata. 

Prima ancora di iniziare i 5 passi c’è però qualcosa di importante che deve accadere. E’ la stessa cosa da cui siamo partiti per il viaggio di 52 Sfumature di Sè. E’ l’inizio di qualsiasi cambiamento: ACCORGERSI, rendersi conto, portare l’attenzione al proprio stato, a quello che sta accadendo, soprattutto ai pensieri, alle emozioni che hanno fatto vivere la giornata come nera. 

Una volta che ci siamo accorti della nuvola che è sopra (o dentro) la nostra testa, si può praticare S.M.I.L.E. Vediamo uno per uno i 5 passi.

1. S
Il primo passo è fermarsi. Riprendere fiato. Interrompere il flusso (di pensieri, azioni …). Uno STOP per essere in grado poi di cambiare direzione. 

2. M
Quando il corpo cambia la sua posizione, quando il corpo  si muove anche per un breve periodo, qualche minuto, anche lo stato d’animo cambia. E’ un processo bottom-up, dal corpo alla mente. MUOVITI dunque, muovi il corpo. Alzati dalla sedia, scendi dalla macchina, fai qualche passo, respira profondamente, allarga le braccia, scrolla le spalle, salta, scuoti la testa, stringi e apri le mani velocemente tante volte, lascia che il corpo si muova come ha voglia (ha una grande saggezza, fidati di lui) 

3. I
Come stai ora che ti sei mosso? Come è cambiato il tuo stato?
Prova ora a tornare indietro nel tempo, mantenendo questo nuovo stato, e vedi se puoi individuare qual è stato il motivo della giornata storta, come è iniziata? Se è iniziata dal risveglio vedi quali sono stati i pensieri la sera prima, i sogni della notte? INDAGA 
Prenditi il tempo di interrogarti, di riflettere, ma senza farti riprendere dal vortice dei pensieri e ricominciare a mandare storta la giornata. Questo è un punto fondamentale. Hai già fatto un cambiamento di stato col movimento e se trovi anche quando è iniziata “ad andare storta” la giornata questo ti permetterà piano piano di riconoscere sempre prima il meccanismo, il pattern e, con il tempo, a non rimetterlo più in atto. Indaga sulle tue motivazioni, non su quelle esterne. Sui tuoi comportamenti puoi avere un impatto! Sul resto …

4. L
Una volta individuata la causa (va bene anche se non l’hai individuata, soprattutto all’inizio) il passo successivo è LASCIA ANDARE i motivi, i sentimenti negativi, il vortice delle negatività. Lasciare andare significa mollare la presa. Significa non seguire il vecchio e vorticoso flusso dei pensieri, significa darsi la possibilità di cambiare direzione alla giornata. Come? Con l’aiuto del nostro prezioso corpo. Puoi iniziare a scrollare le mani, come a voler scrollarti di dosso il nero e la pesantezza della giornata. Puoi farlo con tutte le braccia e anche le gambe. Puoi espirare soffiando, sospirando, sbuffando

5. E
La gratitudine è la doccia del cuore, dice la mia Maestra di Meditazione, ed è la via maestra per la Gioia. ESPRIMI GRATITUDINE è l’ultimo passo. Gratitudine verso te stess@ per esserti accort@ ed esserti dat@ la possibilità di cambiare direzione alla giornata. Esprimi gratitudine verso la tua mente, il tuo corpo, il tuo intento, la tua essenza. Esprimi gratitudine verso questo metodo, la vita, la giornata che sta riprendendo sotto buoni auspici. 

Ricapitolando. S.M.I.L.E. : Stop – Muoviti – Indaga – Lascia andare – Esprimi gratitudine.

Se questo metodo ti è piaciuto e hai voglia di sperimentarlo in un laboratorio pratico puoi inviare qui  la richiesta. Se lo metterai in pratica ti sarei grata se invii qui la tua esperienza o eventuali domande.

Chi l’ha già utilizzato ha detto:

“Sorprendente. Capace di spiazzare, disattendere le aspettative note per offrire risorse inaspettate. Naturalezza e semplicità. Profondità ed esperienza.”
Elisabetta Confaloni, filosofa ed esperta in naturopatia

“Esperienza interessante, soprattutto come apertura alla Gioia”
Maurizio Santomi, pensionato, ciclista

“Bello, piacevole, semplice e potente al contempo profondo e facile da applicare nella vita di tutti i giorni”
Abir Gabriel Ishtar, cristalloterapeuta

“Mi ha aiutato a vedere con più chiarezza come posso aiutarmi nei momenti di tensione. E’ stato stimolante. Mi spinge a provarci veramente ricordandomi di SMILE che a me ricorda di sorridere.”
Anonimo
 

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

 

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52 Sfumature di Sè | 45.11 Scegliere la Gioia: IL SOLE DENTRO

Buongiorno!

Ci siamo lasciati la scorsa settimana con qualche interrogativo sulla differenza fra Gioia e Felicità? Cerco ora di illustrare la differenza in modo da poter continuare ad esplorare e a praticare SCEGLIERE LA GIOIA avendo chiaro di cosa si tratta.

La Felicità è collegata soprattutto alla realizzazione di qualcosa: l’acquisto di un vestito nuovo, il raggiungimento di un traguardo, di un risultato: la laurea, l’aumento dello stipendio, la vincita di una gara sportiva e così via. La felicità è quindi legata a qualcosa di esterno. La felicità si cerca all’esterno.

La Gioia è uno stato dell’Essere, è l’espressione di uno stato interiore, non legato a un oggetto. Spesso si definisce “gioia incondizionata”, proprio perché non ha condizioni, né condizionamenti. E’ legata alla forza vitale. E’ legata alla presenza. I bambini sono naturalmente gioiosi. Possiamo usare un’immagine che rende l’idea. La Gioia è un pò come il sole, brilla anche quando ci sono le nuvole e non ci verrebbe mai in mente di dubitare della presenza del sole nelle giornate grigie e nuvolose. La Gioia è lo stato dell’Essere, uno stato di Coscienza che non cambia anche in presenza  delle nuvole delle emozioni: tristezza, rabbia, dolore, … Sembra una contraddizione. La Gioia qui non è un’emozione transitoria, è un senso di pienezza che viene dal riconoscimento di ciò che siamo indipendentemente da ciò che accade. E’ uno stato di connessione col Tutto di cui siamo parte.

Il verbo greco gioire è chairo. Gli antichi greci definivano il chairo come “il culmine dellessere” e il “buonumore dellanima”.  Chairo, ci dicono i greci, è qualcosa che si trova solo in Dio, e si accompagna a virtù e saggezza. Non è una virtù da principianti: è un culmine. Dicono che il suo opposto non è la tristezza ma la pauraInteressante questa affermazione di Ann Robertson. Vuol forse dire che per vivere una vita di Gioia c’è bisogno di coraggio?

Mi viene in mente il Libro degli amici dove l’autore, Hugo Von Hofmannsthal scrive : “La Gioia richiede più abbandono, più coraggio che non il dolore. Abbandonarsi alla Gioia significa appunto sfidare il buio, l’ignoto.

Buona settimana in compagnia di Chairo

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

 

 

 

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52 Sfumature di Sè | 44.11 Scegliere la Gioia: GIOIA o FELICITA’?

Buongiorno!

L’ispirazione della scorsa settimana era centrata su una serie di domande per esplorare “SCEGLIERE LA GIOIA” l’11 luogo del nostro viaggio: Cos’è la Gioia? Dov’è? Dove la sento? Si può scegliere la Gioia? Come? Le risposte a queste domande dipendono dalla storia personale, dall’esperienza e dalla pratica, da quanta frequentazione, attenzione e spazio diamo alla Gioia nella nostra vita.

Per poter SCEGLIERE la Gioia è fondamentale sapere cos’è, in particolare distinguerla dalla Felicità. Prendo a prestito le parole di uno dei massimi poeti italiani contemporanei, Mario Luzi. La proposta è di continuare anche questa settimana a stare in compagnia di domande come passi di avvicinamento alla scelta della Gioia. Queste le parole di Luzi:

Alla felicità io non credo. È una chimera, un miraggio che ha effettivamente polarizzato singoli e collettività, masse umane addirittura, conducendole anche all’ecatombe. La felicità sarebbe uno stato durevole e io non la vedo possibile nella Terra, nella vita umana, negli accidenti che la compongono. Mentre, ecco, la gioia, per esempio è possibile. La vedo come un dono gratuito della vita che può scatenarsi quando uno non se l’aspetta neanche“. 

Cosa suscitano in te queste parole? La felicità è una chimera, la Gioia un dono? La Gioia si scatena all’improvviso, quando meno ce l’aspettiamo? Ti è mai accaduto? Quando? Dov’eri, cosa stavi facendo? Se la Gioia arriva da sola dove sta di solito, come è possibile sceglierla?

Questa settimana quindi stai in compagnia di queste domande, lascia che le risposta emergano dall’interno, non dal pensiero, ma dal sentire, dall’affiorare di ricordi, sensazioni, intuizioni. Non cercare le risposte, trovale. Lascia che si svelino a te.

Buona settimana.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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