Tag: Bellezza

21 parole per il 2021 | bellezza

Qualche anno fa una mia conoscente aveva sul suo frigo un post-it che recitava “La bellezza salva chi la pratica”.

Noi oggi seguiremo il suo consiglio: praticheremo la bellezza, piuttosto praticheremo il VEDERE la bellezza in ciò che ci circonda e ciò che ci accade.
Queste giornate di magnificenza primaverile ci facilitano il compito, i tralci di glicini che profumano l’aria e impreziosiscono muri, pergolati, recinti, i rami dell’albero di Giuda così carichi di fiori rosa porpora da creare sotto di sé un tappeto colorato e vivo, i papaveri che già rallegrano i prati e i lati delle strade anche in città. Un tripudio di forme colori e profumi della natura che si risveglia e ci invita a risvegliare anche i nostri sensi, la nostra vita, i nostri pensieri. Ci invita a scollarci via il buoi dell’inverno e ad andare verso la luce.

In tutto ciò che ci circonda, in tutto ciò che ci accade POSSIAMO vedere bellezza. Possiamo, sta a noi scegliere di farlo. Semir Zeki, neurobiologo dell’University College di Londra, in uno studio del 2011 scoprì che la bellezza è tutta negli occhi di chi guarda e il nostro cervello possiede un concetto astratto del bello.Quando i partecipanti dell’esperimento erano di fronte a un’opera giudicata bella, si accendeva sempre la corteccia cerebrale orbito-frontale (oltre alla corteccia visiva o uditiva, a seconda che l’opera fosse pittorica o musicale); se l’opera era “brutta”, non si rilevava invece un’attività cerebrale più spiccata in nessuna area specifica. Scoprì inoltre un altro dato interessante: anche il nucleo caudato, una zona molto profonda del cervello, si attivava di più di fronte a opere belle. E questo nucleo è attivato anche dall’amore romantico, a indicare una sorta di correlazione su basi neurali fra bellezza e amore, guarda caso. Ecco perché, tornando alla mia amica, la bellezza salva chi la pratica.

Come si fa a vedere la bellezza? Potrebbe essere utile avere Alessandro D’Avenia come amico o vicino di casa; egli dice di sè “Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.” 

Meglio essere indipendenti e lasciarsi ispirare da queste parole di Oscar Wilde “Il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza.”

Spesso ci ritroviamo a “guardare” – la televisione, un film, un panorama, una persona – e a non a “vederli”. E’ interessante leggere cosa riporta Treccani Magazine a proposito del guardare o vedere: “l’intenzionalità del guardare non comporta per forza la capacità o il risultato del vedere. Il vedere implica, infatti, la realizzazione precisa di una percezione di stimoli esterni. Posso dire, perciò: Ho guardato dappertutto, ma non ho visto niente di strano; ma non *ho visto dappertutto, ma non ho guardato niente di strano.

Quindi possiamo dire che la bellezza è negli occhi di chi guarda con l’intenzione di vederla. Ma come possiamo vedere la bellezza in questi tempi bui? La risposta ci viene da Alda Merini. “La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra e della luce che ne è venuta fuori“. Ecco che la pratica della bellezza ci può essere molto d’aiuto. Disveliamo le tenebre che sembrano afferrarci e scopriamo la luce e la bellezza che ne viene fuori.

Suggerimenti per il corpo

Oggi lascia che il corpo annusi l’aria, che segua i profumi dei fiori, che li tocchi, li veda, ci stia a contatto con tutti i sensi, anche con il gusto.
Esistono tantissimi fiori commestibili oltre quelli che già mangiamo normalmente come carciofi, broccoli, cavolfiori. Sono eduli i fiori di: achillea, aglio selvatico, arancio, basilico, borragine, calendula, camomilla, caprifoglio, carota, centaurea, crisantemo, dente di leone, dalia, erba cipollina, fiordaliso, garofano, gelsomino, geranio, girasole, iris, lavanda, lillà, magnolia, malva, margherita, menta, mirto, nasturzio, papavero, passiflora, pesco, primula, robinia, rosa, rosmarino, rucola, salvia, sambuco, senape, tiglio, trifoglio, tulipano, viola del pensiero, zucca, zucchina.
Puoi aggiungere qualcuno di questi fiori nella tua insalata oggi. E se, per qualche motivo non puoi procurartene, fai che il tuo cibo oggi sia anche bello oltre che buono, divertiti a “impattare”, termine molto di moda ormai, il tuo pasto. Lascia che la bellezza sia il tuo aperitivo.
E … buon appetito!

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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21 parole per il 2021

Ci incontriamo il 21 marzo mattina per giocare a Villa Ada (Roma) con le 21 parole per il 2021, ognuno con la propria parola e tutti quanti insieme. Porta con te qualcosa per stare sedut@ comodamente sul prato, una penna e una bella dose di curiosità. La partecipazione è a offerta libera. Info e prenotazione qui

Perché 21 parole per il 2021?


Umanamente ed emotivamente, nell’ultimo anno, più della pandemia sta mietendo vittime l’Infodemia, la quantità di informazioni, spesso contraddittorie e fuorvianti, emesse dai media a tutte le ore, con modalità e termini da “bollettino di guerra” più che di semplice informativa o, meglio ancora, di educazione alla prevenzione e al rafforzamento del sistema immunitario.

Qual è lo scopo del tipo di linguaggio che usa la maggior parte dei media?
Quale impatto ha sulle persone? 
Quale altro linguaggio può sostenere la presa di consapevolezza in noi? 
Quali parole possono aiutare la nascita della nuova umanità che sta emergendo, a parere di molti, me compresa?  

Sentivo e sento l’esigenza di un linguaggio nuovo, di riportare valore a parole logorate da un uso eccessivo e strumentale, di trovare parole nuove, inventarle, prenderle a prestito da altre lingue, magari quelle antiche, invece dell’imperversante inglese. L’estate scorsa ho condotto un’indagine fra amici, conoscenti, seguaci della pagina Facebook e iscritti alla newsletter da cui sono emerse una lista di parole che ho poi integrato e studiato. Hu pubblicato poi le 21 parole finali a cadenza più o meno regolare su questo sito, sulla pagina facebook e sul mio profilo instagram da luglio 2020 a febbraio 2021.

E’ arrivato il momento di giocarci
dal vivo e in natura per:

vagabondare nella bellezza del linguaggio
riconoscere il potere parole
creare uno spazio e un tempo di ludica contemplazione
stimolare il pensiero
contribuire al linguaggio della nuova umanità
ritrovare fiducia nell’essere umano
accogliere e integrare le emozioni
dare spazio alla propria umanità
ispirarci a vicenda
restare uniti
ritornare al centro di sè
abitare la propria unicità
nutrire il proprio Essere
stare con ciò che c’è
aiutarci a scoprire il senso di ciò che accade
mantenerci saldi nel caos
onorare la Vita che rinasce e gioire di essere vivi
ridare dignità alla morte
riconnetterci con i cicli della natura
percepire l’interconnessione fra ciò che è dentro e ciò che è fuori di noi
praticare la gratitudine

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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16. Bellezza | 21 parole per la nuova Umanità

Facciamo rima con la novena che abbiamo appena concluso, quella sulla Gentilezza, per dedicarci alla Bellezza, sedicesima delle 21 parole per la nuova Umanità. Se è vero che “la bellezza salverà il mondo“, come afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij, di sicuro ne abbiamo e ne avremo molto bisogno.
Allora iniziamo, come sempre con il significato della parola.

Significato

bellézza s. f. [der. di bello]. – 1. L’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito.
bello 1 Che attrae, gradevole per armonia, perfezione formale ecc. 2 Riferito a doti morali, buono, virtuoso: b. azione; anche, ricordato con piacere e nostalgia: bei tempi; oppure, ben fatto e quindi approvato, gradito: un bel lavoro; freq. col verbo essere e frase soggettiva: non è b. fare così; anche (e quindi inv.) con la frase soggettiva ridotta all’elemento nominale, in slogan: (essere) donna è b.; (essere) piccolo è b. || di b. speranze, promettente 3 Riferito al clima e a misura temporale, favorevole, mite: b. giornatab. stagione

Origini

bello L’etimologia della parola bello ha le sue radici nel latino due-nŭlus, diminutivo di duenos, antica forma di bonus = buono, in perfetta sintonia con la concezione tipica dell’antichità classica in cui la categoria estetica del bello e quella etica del buono coincidono: καλὸς καὶ ἀγαθός (kalos kai agathos) = bello e buono. Insieme al concetto di vero e di bene, il bello, fin dai tempi antichi, è ritenuto uno dei valori supremi.

Sulla parola

Qualche anno fa una mia conoscente aveva messo sul suo frigo un post che recitava “La bellezza salva chi la pratica”. Ecco noi in questa novena praticheremo la bellezza, piuttosto praticheremo il VEDERE la bellezza in ciò che ci circonda e ciò che ci accade. Queste giornate di sole inaspettato, i colori dell’autunno, la magia delle foglie che cadono danzando, la magnificenza degli alberi di cachi e anche delle nuvole grigie che si inseguono nel cielo formando figure in continua trasformazione, o ancora l’incontro con l’altro, gli accadimenti della vita, in tutto ciò che ci accade e ci circonda possiamo vedere bellezza. Possiamo perchè sta a noi scegliere di farlo. Sono stati effettuati studi sul cervello umano che dimostrano la celeberrima frase “la bellezza è negli occhi di chi guarda“.

Come si fa a vedere la bellezza? Potrebbe essere utile avere Alessandro D’Avenia come amico o vicino di casa; egli dice di sè “Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.”
Meglio essere indipendenti e lasciarsi ispirare da queste parole di Oscar Wilde “Il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza.”

Spesso ci ritroviamo a “guardare” – la televisione, un film, un panorama – non a “vederli”. E’ interessante leggere cosa riporta Treccani Magazine a proposito del guardare o vedere: “l’intenzionalità del guardare non comporta per forza la capacità o il risultato del vedere. Il vedere implica, infatti, la realizzazione precisa di una percezione di stimoli esterni. Posso dire, perciò: Ho guardato dappertutto, ma non ho visto niente di strano; ma non *ho visto dappertutto, ma non ho guardato niente di strano.” Leggi tutto l’articolo qui

Quindi possiamo dire che la bellezza è negli occhi di chi guarda con l’intenzione di vederla. Ma come possiamo vedere la bellezza in questi tempi bui? La risposta ci viene da Alda Merini. “La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra e della luce che ne è venuta fuori“. Ecco che la pratica della bellezza di può essere molto d’aiuto. Disveliamo le tenebre che sembrano afferrarci e scopriamo la luce e la bellezza che ne viene fuori.

Alcune domande

Cos’è per te la bellezza?
Che ruolo, che spazio ha nella tua vita?
Quando la vedi? Dove la vedi?
Guardi o vedi le cose?
E se la pratica di oggi fosse“guardare le cose con l’intenzione di vederne la bellezza” come sarebbe la tua giornata?
E se la praticassi anche domani, il giorno dopo e così via come sarebbe la tua vita?

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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18 – 24 giugno

Lascia entrare la bellezza, l’abbondanza, la leggerezza in ogni tuo pensiero, azione, emozione.
Lascia che espandano il tuo Essere.
Non ci sono limiti, se non quelli che poni tu.
Lascia espandere la consapevolezza di chi sei.
E’ per quello che sei qui, ora.

#ilsensodeldovere

#percorsiversolagioiadiessere #SuolCollage© #fluiscoconquelchecè #prospettivaG

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28 marzo 2018

Posa lo sguardo leggero e puro
intorno a te.
Lascia che la bellezza del mondo
raggiunga, nutra e faccia riverberare
la tua tutto intorno.
 
#fluiscoconquelchecè – Proposte quasi quotidiane per fluire con quel che accade.
#prospettivaG #percorsiversolagioiadiessere #SuolCollage©

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Il parallelepipedo e la ciotola

In questo periodo dell’anno sto riordinando un pò in casa, lasciando andare quel che non serve più.

Ho iniziato dai libri, tanti libri. E’ praticamente l’unica cosa che non riesco a non comprare. Ne ho tantissimi, dappertutto, parecchi messi lì ammucchiati, … da leggere (prima o poi). Fra questi ho trovato Wabi-Sabi di Loenard Koren; non ricordo affatto da quanto tempo è lì in attesa di essere letto.

Il sottotitolo “Per Artisti, Designer, Poeti e Filosofi ” e il testo sul retro di copertina  “Wabi-Sabi è la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute. E’ la bellezza delle cose umili e modeste. E’ la bellezza delle cose insolite” mi hanno completamente catturata ora come, immagino, allora.  Ho iniziato a sfogliarlo e poi a leggerlo, con una sensazione di ritrovare un’amica perduta da tempo, qualcosa di famigliare e inusuale allo stesso tempo.

Ho trovato molto interessanti le descrizioni che l’autore fa del Modernismo e del Wabi-Sabi e che riporto qui di seguito.

[us_image image=”3623″]

MODERNISMO

Si esprime principalmente in ambito pubblico

Implica una visione logica e razionale del mondo

Assoluto

Cerca soluzioni universali, prototipali

Prodotto su larga scala/modulare

Esprime fede nel progresso

Orientato al futuro

Crede nel controllo della natura                                                               .

Ha una concezione romantica della tecnologia

Le persone si adattano alle macchine

Organizzazione geometrica nella forma (forme e margini netti, precisi, definiti)

La  scatola  come  metafora (rettilinea, precisa, chiusa)                        .

Materiali prodotti dall’uomo

Di aspetto liscio

Necessità di manutenzione

La purezza ne arricchisce l’espressione                                                  .

Sollecita la  riduzione  delle  informazioni  sensoriali

Non tollera l’ambiguità e la contraddizione

Freddo

Generalmente chiaro e brillante

Funzionalità e utilità sono valori primari

La perfezione della materia è un ideale da perseguire

Eterno

WABI-SABI

Si esprime principalmente in ambito privato

Implica una visione intuitiva del mondo

Relativo

Cerca soluzioni personali, individuali

Unico/variabile

Nega il progresso

Orientato al presente

Crede nella fondamentale incontrollabilità della natura

Ha una concezione romantica della natura

Le persone si adattano alla natura

Organizzazione organica della forma (forme e margini morbidi e indefiniti)

La ciotola come metafora (di forma libera, aperta alla sommità)

Materiali naturali

Di aspetto grezzo

Si adegua al degrado e all’usura

Lo corrosione e la contaminazione ne arricchiscono l’espressione

Sollecita l’espansione delle informazioni sensoriali

Convive con l’ambiguità e la contraddizione

Caldo

Generalmente scuro e soffuso

Funzionalità e utilità sono valori secondari

L’imperfezione della materia è un ideale da perseguire

C’è una stagione per ogni cosa

Modernismo e Wabi-Sabi, emisfero sinistro ed emisfero destro, maschile e femminile, ognuno con le sue caratteristiche, peculiarità,  valori, modalità, colori.

E’ nell’equilibrio e nell’integrazione armoniosa fra i due che si gioca la nostra vita interiore e la relazione con noi stessi, il nostro corpo e l’esterno, sia esso un altro essere umano, la società, il pianeta, la Madre Terra.

Questo equilibrio e questa integrazione sono il  mezzo e il fine della mia ricerca personale e della mia attività di art-counseling.

Un piccolo passo alla volta verso la Gioia di Essere.

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17 marzo 2018

La ricerca della perfezione
è un velo malvagio che cela la bellezza del fare col cuore.
Trova il piacere in quello che fai
e tutto sara perfetto.
Sarà perfetto 😉 😉 😉
 
#fluiscoconquelchecè #prospettivaG #percorsiversolagioiadiessere #SuolCollage©

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11 marzo 2018

Vedi la bellezza in te e intorno a te,

in quello che sei,

in quello che fai,

in quello che incontri.

La bellezza reca piacere agli occhi e all’anima.

La bellezza è vita.

#fluiscoconquelchecè  #prospettivaG  #percorsiversolagioiadiessere #SuolCollage©

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