Categoria: Fluire con la vita

LE gravità della situazione

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La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti, La rilevanza di ciò che sta accadendo non è tanto causata dalla letalità del coronavirus (di per sé più bassa, per la maggior parte delle regioni italiane, di quella per incidenti stradali, suicidi o malattie respiratorie causate da nanopolveri) quanto dai pesanti risvolti umani, sociali ed economici della gestione mediatica e istituzionale dell’emergenza sanitaria.

Umanamente ed emotivamente più della pandemia sta mietendo vittime l’Infodemia, la quantità di informazioni, spesso contraddittorie e fuorvianti, emesse dai media a tutte le ore, con modalità e termini da “bollettino di guerra” più che di semplice informativa o, meglio ancora, di educazione alla prevenzione e al rafforzamento del sistema immunitario.

A questo si aggiungono i DPCM, con attuazione immediata, che hanno effetti devastanti su intere categorie di lavoratori. L’ultimo decreto sancisce per il prossimo mese la chiusura totale di cinema, teatri, sale da concerto, palestre e la chiusura anticipata alle 18 di ristoranti e bar dopo aver, nei mesi scorsi, imposto loro normative “sanitarie” a cui gestori e titolari si erano attenuti nella speranza di poter riprendere normalmente le attività e il lavoro.

Riflettendo sulla gravità della situazione, mi sono resa conto che la soluzione non più essere cercata nelle strade battute finora. E’ necessario un cambio di paradigma, una rottura degli schemi sociali, economici e relazionali che ci hanno portato fin qui, una trasformazione radicale del modo di vedere e vivere ciò che sta accadendo, E lì ho avuto un’epifania.

La gravità è la preoccupante difficoltà, è la pesantezza della situazione, ed è anche una forza, la forza di gravità.

La forza della Terra, quella che tiene gli esseri viventi, – umani, animali, vegetali e minerali, – ancorati al pianeta, quell’attrazione che ci impedisce di disperderci nello spazio infinito, che ci rende tutti uguali, tutti terrestri. Se la gravità della situazione fosse il grido della Terra che ci chiama a tornare a lei? Se recuperare il contatto con la Terra fosse il modo per mantenerci saldi e non disperderci in questo periodo buio e pesante? Se connetterci di nuovo con la Terra, sintonizzarci con i suoi cicli naturali fosse la via recuperare visione ed energie per una nuova Umanità? .

Gravità quindi non come gravosità, ma come forza. La Terra non è nostra, noi siamo delle Terra.

Cosa significa tornare alla Terra?

Significa per esempio:
√ preferire spendere il tempo libero a contatto con la natura
√ abbracciare gli alberi del parco, del giardino, del bosco
√ addormentarsi la sera e svegliarsi la mattina portando la consapevolezza al respiro
√ ricordarsi di togliere la mascherina, quando la situazione lo permette, e godere dell’aria che entra e che esce
√ passeggiare, correre nel verde, in riva al mare, al lago, al fiume
√ nutrire la vista e l’anima con la presenza di animali, piante, minerali
√ fermarsi a contemplare il cielo, all’alba, al tramonto, di giorno, di notte
√ trovare sostegno negli oli essenziali, nelle pietre, nei cristalli
√ prendersi cura di piante e fiori
√ e anche prendersi cura degli altri terrestri, esseri umani come noi
√ coltivare, a seconda delle proprie possibilità, le erbe aromatiche in vaso, un piccolo orto sul terrazzo, un orto condiviso …
√ conoscere e sentire le pulsazioni della Terra
√ pulire e mantenere puliti giardini, boschi, spiagge, campagne ..
√ riconoscere l’abbondanza di cibo che la Terra ci offre a piene mani ed esserne grati
√ lasciarsi stupire dalla bellezza di un fiore, un paesaggio, una conchiglia, del suono della Terra
√ ….

I nostri corpi sono dei potenti ricetrasmettitori, il nostro sistema nervoso autonomo riceve ed emette in continuazione informazioni, co-regolandosi con ciò che gli arriva dall’interno e dall’esterno. In questo periodo i nostri corpi sono, per la maggior parte del tempo, immersi in un mare di paura, rabbia, disorientamento, distanza, delazioni, delusioni, scoraggiamento. Possiamo riemergere da questo mare come una Terra nuova, come un’Umanità nuova scegliendo a quale gravità dare spazio nella nostra mente, nel nostro corpo, nelle nostre giornate.

Ecco il senso de LE gravità nel titolo. Abbiamo la possibilità e la capacità di scegliere quale gravità seguire. Possiamo tornare alla Terra, ognuno con i suoi tempi, con i suoi modi, con intento e costanza.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

Caro e prezioso silenzio

Mentre meditavo stamattina ho sentito passare un aereo. Era un suono che non udivo da tempo ed era … rumoroso. Un rombo, dapprima lontano, si è fatto sempre più forte e vicino per poi allontanarsi di nuovo verso chissà quali lidi.

Mi è parso fuori luogo, invadente, innaturale, fastidioso. Quando mi sono resa conto che mi ero fatta completamente distogliere dal mio stato di quiete meditativa, piano piano ho riportato l’attenzione al respiro ritrovando pace e spazio interiore.

Adesso, a distanza di quasi due ore, ho sentito passare un altro aereo. Subito il mio corpo ha reagito con un brivido lunga la schiena, come un timore, un disagio, una paura.

Adoro viaggiare e desidero continuare a farlo, ho preso l’aereo con grande gioia una quantità infinita di volte per destinazioni interne e internazionali. Eppure quel suono così famigliare oggi mi ha disturbato: un altro segnale del ritorno alla sonorità della vita “normale”.

Da quando è iniziata la fase 2, insieme alla gioia di poter rivedere mia figlia e le persone care, tornare al parco e muovermi con relativa maggiore libertà, mi sono accorta che il moltiplicarsi dei suoni nell’aria mi disturba non poco. Sono ripresi i lavori di ristrutturazione dell’appartamento al quinto piano, i lavori di rifacimento della rampa del garage del palazzo accanto, macchine e moto hanno ripreso a girare numerosi diffondendo nell’aria il rombo (1) dei loro motori. Non oso immaginare cosa accadrà in fase 3 quando il “normale” ritmo di vita riprenderà a pieno regime.

Mi manca il silenzio della fase 1, quando si sentivano solo gli uccelli cinguettare, le chiacchiere della gente nelle case, la musica e i canti dei flashmob nei balconi, qualche passo solitario nella via di chi andava a far la spesa o in farmacia.

Nel silenzio mi ricarico, mi ritrovo, mi prendo cura, mi rilasso. Nel silenzio sono.

Non ho certamente voglia di vivere in eremitaggio in cima ad una montagna. Allo stesso tempo è fondamentale per me conservare piccole e grandi oasi di silenzio nella quotidianità. In città non sarà più possibile fra poco.

Silenzio mi sei caro e prezioso. Dove mi condurrai?

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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(1) non so se capita anche a te, a volte mi viene il dubbio che la parola che sto usando non sia quella giusta. E’ la seconda volta che uso la parola “rombo” e ho sentito l’esigenza di cercare sul vocabolario se esprimesse quello che intendevo e ho scoperto una cosa interessante.
Oltre ad essere una figura geometrica e il rumore cupo, forte e profondo: r. del tuono, del motore di un’automobile quindi giusto in questo contesto – il rombo è anche uno Strumento rituale usato nell’antica Grecia e presente, come giocattolo, nel folclore di vari paesi moderni, costituito da un’assicella di legno attaccata a una cordicella che, roteata nell’aria, produce un caratteristico suono. Mi piacciono i giocattoli semplici, che vengono da lontano e comuni a tanti luoghi diversi del pianeta. Forse il rombo, come tutte le cose, non è poi così molesto. Potere delle parole.

Photo by Teresa Fernández on Unsplash

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ABBI IL CORAGGIO | Jeff Foster

ABBI IL CORAGGIO | Jeff Foster

Oggi…

Abbi il coraggio di essere visto.
Abbi il coraggio di dire la verità.
Abbi il coraggio di smettere di fingere.

Abbi il coraggio di rimanere presente
al fuoco segreto che ti brucia dentro.
Abbi il coraggio di essere selvaggiamente incoerente.
Abbi il coraggio di far entrare un altro.

Abbi il coraggio di lasciar andare l’immagine.
Abbi il coraggio di non essere mai preparato.
Abbi il coraggio di dare tutto
per il risveglio dell’amore

Abbi il coraggio di fallire.
Abbi il coraggio di rovinare tutto.
Abbi il coraggio di cadere a terra,
di nuovo umile, ridendo.

Abbi il coraggio di sognare e lasciare morire i sogni.
Abbi il coraggio di onorare il passato, ma non aggrapparti ad esso.
Abbi il coraggio di dire un Sì onesto e un No onesto.

Abbi il coraggio di sbagliare.
Abbi il coraggio di avere ragione.
Abbi il coraggio di essere reale.

Abbi il coraggio di essere qui.

Oggi.

Foto di Armand Khoury su Unsplash

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Fase 2 e 3 – FINALMENTE ‘NA GIOIA – Incontri online di Gioiastica™, l’Arte di allenarsi alla Gioia

Fase 2 – FINALMENTE ‘NA GIOIA con Emanuela Masini
Incontri online della Gioiastica, l’arte di allenarsi alla Gioia
Tutti i lunedì di giugno dalle 20.30 alle 21.30 a partire da lunedì 1 giugno.

CHE COS’E’ LA GIOIASTICA® ?
La Gioiastica è un’arte, l’arte di allenarsi alla Gioia. E’ un allenamento a sentirla, vederla, riconoscerla, esserne grati. E la ginnastica della Gioia di vivere. Non significa negare o nascondere le emozioni meno piacevoli come la paura, la rabbia, la tristezza. E’ un allenamento a sentire e riconoscere tutte le emozioni per poter accrescere la Goia nella vita quotidiana, condividendola con le persone e l’ambiente intorno. Se vuoi saperne di più leggi qui e soprattutto vieni a provarla!

COSA SI FA NEGLI INCONTRI DELLA GIOIASTICA?
Inizieremo i nostri incontri con la Coerenza Cardiaca, dedicheremo poi del tempo ad ognuno dei 4 pilastri della Gioiastica: il movimento, la creatività, l’introspezione e il gioco. Sperimenteremo la Gioia del movimento, la libertà dell’espressione creativa, l’intimità dell’incontro con se stessi e la leggerezza del gioco. Sarà incontro online sulla piattaforma Zoom.

COME MAI LA GIOIA IN QUESTO PERIODO?
“Non sentirti in colpa per essere felice in questo momento difficile. Non aiuti affatto essendo triste e senza energia.Aiuta che buone cose emanino dall’Universo adesso. È ATTRAVERSO LA GIOIA CHE SI RESISTE. Inoltre, quando passerà la tempesta, sarai molto importante nella ricostruzione di questo nuovo mondo.Devi stare bene ed essere forte. E per questo non c’è altro modo che mantenere una vibrazione bella, felice e luminosa.” Questo è un estratto del Messaggio di White Eagle del 16 marzo scorso. Puoi leggere qui l’intero messaggio

E DELL’ANSIA, LA SOFFERENZA, LA MORTE, LA PAURA, LA RABBIA CHE NE FACCIAMO?
Hai presente un ciclone? E l’occhio? Quella zona calma, o di quasi calma, che si trova più o meno al centro del ciclone attorno alla quale ruotano un anello di temporali molto forti?
Ecco, fermati un attimo e stai qualche istante in compagnia di questa immagine.
Mantenere una “vibrazione bella, felice e luminosa” significa riconoscere, sentire e stare con l’ansia, la sofferenza, la paura, con il ciclone insomma, quando esso si manifesta al nostro interno. Significa vederlo senza diventare il ciclone, significa osservarlo dall’occhio del ciclone e lasciare che si esprima mantenendo l’attenzione al centro. E c’è sempre il Metodo T.R.E. per il rilascio di tensioni, stress e traumi.

DA DOVE VIENE QUESTO TITOLO
Hai mai sentito qualcuno, in particolare a Roma, lamentarsi per qualche accadimento con queste parole: “Mai ‘na gioia”? Ogni volta che la sento mi si stringe il cuore. E’ un modo di dire che rimpiccolisce la vita di chi lo pronuncia e la vita, la bellezza in generale. E’ quel MAI che fa male a chi le pronuncia e a chi le ascolta. Le parole hanno una grande forza, maggiore di quella che crediamo. FINALMENTE ‘NA GIOIA propone di ribaltare questo modo di parlare e di intendere la vita. Lo farà nel corso di incontri di gruppo dove il movimento, la creatività, l’introspezione e il gioco sono gli strumenti che ci guideranno a riconoscere e valorizzare la gioia nella vita di tutti i giorni.

Per informazioni e prenotazioni emanuela@prospettivag.it

Un piccolo passo, online, verso la Gioia di Essere.

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Foto di Simon Hattinga Verschure su Unsplash

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Nuova Umanità? Nuovo linguaggio? Dì la tua!

Se, per dirla con Annick de Souzenelle, come Umanità “stiamo vivendo le contrazioni molto difficili, molto dolorose di una nuova nascita” e, come scrive Deepak Chopra, ovunque si “stanno sviluppando gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, in modo che si manifesti il prossimo stadio della nostra società umana”, occorre un nuovo linguaggio, a mio parere.

Uno dei nuovi strumenti organizzativi credo sia proprio un nuovo vocabolario che veicoli i valori di “una società più compassionevole e giusta, un’umanità con radici di felicità e comprensione reciproca”.

Quali parole andranno a far parte del nuovo linguaggio secondo te?
Contribuisci partecipando a questo sondaggio.

Le mie due parole sono:

FIDUCIA Fiducia in sé, nel proprio corpo, nel proprio sistema immu-nitario, nelle proprie risorse, nel sostegno delle relazioni, nell’essere uma-no, nel futuro, nel senso di tutto ciò, anche se non lo comprendiamo, in una visione più ampia, in una Nuova Umanità, nell’ab-bondanza di Madre Terra

MUDITAParola sanscrita che significa “gioire della gioia dell’altro” in un’uma-na reciprocità, senza invidia, rancore o giudizio

Se l’idea ti ha ispirato dì la tua rispondendo alle poche domande di questo sondaggio anonimo.

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2 parole su e per la fase 2

Chi mi conosce sa della mia personale quarantena di quasi due anni fa quando, a causa di un “bizzarro” incidente e la conseguente frattura scomposta del perone, dovetti stare due mesi ferma, senza poggiare il piede a terra. 60 giorni in casa e  molti di più prima di poter riprendere a camminare con agio e soprattutto una sana relazione con l’esterno, con l’altro. Infatti, anche dopo aver ripreso a camminare sulle mie due gambe, ci volle tempo, impegno e coraggio prima di sentirmi al sicuro in mezzo alle persone.

Insomma, per dirla con il linguaggio attuale, le fasi 2 e 3 furono più impegnative e intense della fase 1, dove tutto sommato stavo “tranquillamente” in casa, nella mia crisalide. 

Mi ci volle tempo prima di non sentirmi più minacciata da ogni persona che camminava veloce e che poteva potenzialmente farmi cadere (oggi potremmo dire, contagiare); prima di smettere di contrarre i muscoli ad ogni ostacolo sulla via, ad ogni pericolo reale o immaginato (possibili positivi asintomatici?); prima di sentirmi sufficientemente stabile da riprendere a ballare (abbracciare?), monitorando in continuazione dolore, disequilibri, distanza.

Ecco, la distanza. Qual è e quale sarà la giusta distanza dall’altro ora che possiamo riprendere ad incontrarci? 

Paura, ansia, tensione, morte, immagini sconvolgenti, crisi economica, misure di sicurezza, separazione, convivenza forzata, mancanza di visione: il nostro sistema nervoso, molto più di quello immunitario, è stato messo a dura prova in questa quarantena. Ha bisogno di ritornare in equilibrio, non di essere altresì sollecitato. Stiamo per entrare in una nuova fase, ancora più delicata, nella quale sono fondamentali tre cose, a mio parere:

– Darci tempo, spazio, ascolto, compassione, senza giudicare e giudicarci, con presenza, con consapevolezza, chiedendo aiuto quando ne abbiamo bisogno;

Avere fiducia in noi stessi, nelle nostre sensazioni e intuizioni, nelle nostre risorse, nel nostro corpo, nel nostro sistema immunitario, fiducia nell’altro, nelle relazioni, nella bellezza dell’Essere umano, offrendo e ricevendo sostegno in una sana vicinanza sociale;

Immaginare una Nuova Umanità, dando campo libero alle nostre cellule immaginative, così come fanno i bruchi per diventare farfalle, avere la visione di “una nuova dimensione della vita, … un’umanità con radici di felicità e comprensione reciproca“, operando insieme affinché ciò accada.

Credo che sia per quest’ultimo ed essenziale aspetto che le fiabe della serie Il Coronavirus raccontato dai nostri bisnipoti abbiano avuto così tanta eco. Con Ciro Buonre abbiamo avuto un bellissimo dialogo al riguardo in una trasmissione andata in onda su web Radio Olistica 11.  Puoi sentirne qui la registrazione Sempre a proposito della fiaba e sempre grazie anche all’aiuto di Ciro, ho in serbo un progetto che mi piace molto e spero piacerà anche a te. Ne darò maggiori informazioni nella prossima newsletter, se tutto procede speditamente.

Per una Nuova Società diventa essenziale un nuovo linguaggio, servono parole nuove, occorre ridare valore alle parole che lo hanno perso nel tempo, recuperare quelle piene di significato delle lingue più antiche. Su questa riflessione è nata l’idea di un piccolo sondaggio a cui  ti invito a partecipare

Queste intanto le mie due “nuove parole”:

FIDUCIA Fiducia in sé, nel proprio corpo, nel proprio sistema immu-nitario, nelle proprie risorse, nel sostegno delle relazioni, nell’essere uma-no, nel futuro, nel senso di tutto ciò, anche se non lo comprendiamo, in una visione più ampia, in una Nuova Umanità, nell’ab-bondanza di Madre Terra

MUDITAParola sanscrita che significa “gioire della gioia dell’altro” in un’uma-na reciprocità, senza invidia, rancore o giudizio.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

LE CELLULE IMMAGINATIVE | Deepak Chopra


La trasformazione può essere a volte drammatica. Non c’è miglior esempio in natura che la metamorfosi. Basta guardare la trasformazione di un bruco in una farfalla – un’incredibile trasformazione nella funzionalità, nell’aspetto, nell’organizzazione dei componenti e nello scopo – mentre trasforma un verme dall’aspetto sgradevole, vorace, instabile e strisciante in una creatura delicata, aggraziata e volante.

I biologi ci dicono che all’interno delle cellule del tessuto dei bruchi ci sono cellule chiamate cellule immaginative. Essi risuonano su una frequenza diversa. Sono anche talmente diverse dalle altre cellule dei bruchi che il sistema immunitario del verme pensa che siano nemiche e cerca di distruggerle. Ma le nuove cellule immaginative continuano ad apparire, e lo sono sempre di più. Improvvisamente, il sistema immunitario del bruco non riesce a distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi tra loro fino a formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l’incredibile nascita di una farfalla.

Nel 1969 Margaret Mead disse: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini premurosi e dedicati possa cambiare il mondo. È certamente l’unica cosa che ci è riuscita“. Credo fermamente, insieme a molti altri, che ci sia un’effervescenza evolutiva all’interno del tessuto della società attuale. Nonostante il clamore della paura prevalente, dell’avidità, del consumo traboccante e della violenza espressa attraverso i tessuti della società, c’è un’unione di cellule immaginative che stanno rivelando un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi. ”

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: “Cosa succederebbe se un giorno, al nostro risveglio, ci rendessimo conto di essere in maggioranza? Dico che le cellule immaginative dominerebbero e farebbero emergere la farfalla da un mondo simile a un verme.”

Questo è il momento di svegliarsi. Gruppi di cellule immaginative si stanno raggruppando ovunque; cominciano a riconoscersi l’un l’altro; stanno sviluppando gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, in modo che si manifesti il prossimo stadio della nostra società umana, per realizzare una nuova società che sia paragonabile a quella attuale come una farfalla a un bruco. Una nuova dimensione della vita, una società più compassionevole e giusta, un’umanità con radici di felicità e comprensione reciproca. Siate cellule fantasiose; connettetevi con gli altri, riunitevi, riunitevi, riunitevi, e insieme costruiamo un’Alleanza per una Nuova Umanità.”

Deepak Chopra – Una Nuova Umanità

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Foto di Bankim Desai su Unsplash

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I tre cerchi


 
Come molti, credo, in questo periodo mi sono a più riprese interrogata su quale contributo potessi offrire. Qual è la mia parte? Quale pezzo di puzzle sono ora nel grande quadro della Creazione?

Ci sono tre livelli su cui agire, secondo me, tre cerchi concentrici di cui prendersi cura: il primo quello individuale, senza il quale non possono esistere gli altri due. Il secondo quello delle relazioni più vicine, il terzo quello della comunità più grande, la società.

1 CERCHIO: INDIVIDUALE – Prendersi cura della propria salute; quella del corpo con il mangiare buono e sano, l’esercizio fisico, l’adeguato riposo, l’accurato lavaggio delle mani, etc. La salute emotiva osservando e stando con le emozioni spiacevoli che ci posso essere (paura, rabbia,  tristezza, ansia) e coltivando quelle più piacevoli (cura, compassione, gratitudine, riconoscenza, gioia, pazienza). La salute mentale facendo le giuste pause durante il giorno, ascoltando musica, facendo buone letture, stando in buona compagnia, del proprio respiro per cominciare. Ultima e non meno importante la salute spirituale meditando, coltivando una visione ampia di ciò che accade, essendo sensibili alle vicende altrui mantenendo il proprio centro.

2 CERCHIO: LE RELAZIONE VICINE e importanti, la famiglia e gli amici. Prendersi cura dei propri cari, chiedendo e ricevendo aiuto pratico ed emotivo, parlando apertamente di ciò che accade, di ciò che sentiamo, offrendo e chiedendo sostegno, essendo presenti per gli altri con piccoli gesti sinceri.

3 CERCHIO: LA SOCIETA’ Il terzo cerchio più ampio è quello sociale, la comunità, il mondo che ci circonda. Piccoli e grandi gesti che possono fare la differenza: dalla spesa sospesa, allo scambiarsi libri, ingredienti, favori, saluti, al mettere a disposizione i propri saperi, il proprio talento e la propria esperienza a quante più persone possibili per rendere più sereno questo periodo, per risvegliarci e rinascere insieme.

In poche parole se nel primo cerchio è fondamentale lavarsi le mani, del secondo e del terzo non possiamo lavarcene le mani.

Se scorri i post e le pagine di questo sito trovi quello che posso offrire al cerchio più grande, alcune cose gratuitamente altre a pagamento, restando aperta e disponibile alle condizioni economiche personali del momento. C’è la fiaba e le sessioni online per il rilascio di ansia, tensioni e stress, i brevi incontri di coerenza cardiaca il lunedì, mercoledì e venerdì mattina presto su zoom, quelli più lungi in gruppo di Finalmente una gioia o quelli individuali di art-counseling. Per domande, informazioni, appuntamenti scrivi o chiama utilizzando questi recapiti.

E tu? Qual è il tuo dono? Il tuo unico pezzo di puzzle? Ti sei posta/o anche tu questa domanda?

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Foto di Robert Lukeman su Unsplash

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Quali comandamenti?

Siamo alle soglie di una nuova era, non solo d una nuova fase. Una nuova Umanità sta nascendo e si sta sviluppando, secondo molti. Per questa nuova Umanità, per una società basata su valori diversi c’è bisogno, a mio avviso, di un nuovo linguaggio. Quali potrebbero essere, per esempio, i 10 comandamenti? Ci sarà ancora bisogno di comandamenti?  Se si, quali potrebbero essere secondo te? Questa è la mia proposta

Invia i tuoi comandamenti a emanuela@prospettivag.it.
Sarò felice di leggerti e, se vorrai, saranno pubblicati sulla pagina FB di Prospettiva G – Percorsi verso la Gioia di Essere

IO SONO LA VITA CHE E’ IN TE

1. Non hai altra Vita al di fuori dell’Adesso

2. Non lasciar passare l’Adesso invano

3. Ricorda di celebrare Madre Terra

4. Onora e integra Luce e Ombra

5. Magnifica la Forza vitale dentro e fuori da Te

6. Non giudicare, né te, né gli altri

7. Offri la tua Bellezza

8. Bene-dici il presente, il passato e il futuro dell’Umanità intera

9. Opera con Cuore, Cervello e Spirito in armonia

10. Rendi grazie per ciò che c’è

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Foto di Tanya Nevidoma su Unsplash

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Messaggio di White Eagle

Messaggio di White Eagle, indigeno Hopi (16/03/2020) 

“Questo momento che l’umanità sta attraversando ora può essere visto come un portale e come un buco. La decisione di cadere nel buco o passare attraverso il portale dipende da te. 


Se ti angusti per il problema e consumi notizie 24 ore al giorno, con poca energia, sempre nervoso, con pessimismo, cadrai nel buco. Ma se cogli l’occasione per guardarti, ripensare la vita e la morte, prenderti cura di te e degli altri, attraverserai il portale. Prenditi cura della tua casa, prenditi cura del tuo corpo.

Connettiti con il corpo centrale della tua Casa spirituale. Connettiti all’egregora della tua casa spirituale. Corpo, casa, corpo centrale, casa spirituale, tutto ciò è sinonimo, significa la stessa cosa. Quando ti prendi cura di uno, ti prendi cura di tutto il resto. 

Non perdere la dimensione spirituale di questa crisi, diventa come l’aquila che dall’alto vede tutto, vede più ampiamente.

C’è una domanda sociale in questa crisi, ma c’è anche una richiesta spirituale. Le due cose vanno mano nella mano. Senza la dimensione sociale, cadiamo nel fanatismo. Ma senza la dimensione spirituale, cadiamo nel pessimismo e nella mancanza di significato.

Sei stato preparato a superare questa crisi. Prendi la tua cassetta degli attrezzi e usa tutti gli strumenti a tua disposizione. 


Impara la resistenza dalle popolazioni indigene e africane: siamo sempre stati e continuiamo a essere sterminati. Ma non abbiamo ancora smesso di cantare, ballare, accendere un fuoco e divertirci. 

Non sentirti in colpa per essere felice in questo momento difficile. Non aiuti affatto essendo triste e senza energia.

Aiuta che buone cose emanino dall’Universo adesso. È attraverso la gioia che si resiste. Inoltre, quando passerà la tempesta, sarai molto importante nella ricostruzione di questo nuovo mondo.

Devi stare bene ed essere forte. E per questo non c’è altro modo che mantenere una vibrazione bella, felice e luminosa. 

Questo non ha nulla a che fare con l’alienazione, é una strategia di resistenza. Nello sciamanesimo esiste un rito di passaggio chiamato ricerca della visione. Trascorri qualche giorno da solo nella foresta, senza acqua, senza cibo, senza protezione. Quando attraversi questo portale, ottieni una nuova visione del mondo, perché hai affrontato le tue paure, le tue difficoltà. Questo è ciò che ti viene chiesto. 


Approfitta di questo tempo per esercitare la tua visione e cercare i tuoi rituali. Quale mondo vuoi costruire per te stesso? 
Per ora, questo è ciò che puoi fare: serenità nella tempesta.

Calmati e prega.
Ogni giorno.
Stabilisci una routine per incontrare il sacro ogni giorno.

Le cose buone emanano, ciò che emani ora è la cosa più importante.

E canta, danza, resisti attraverso l’arte, la gioia, la fede e l’amore

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Photo by Stéfano Girardelli on Unsplash

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