Tag: Poesia

Ogni Caso | Wisława Szymborska

Ogni Caso | Wisława Szymborska

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

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Il silenzio | KAHLIL GIBRAN

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Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.

Il silenzio illumina l’anima,
sussurra ai cuori e li unisce.

Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d’esilio.

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Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Photo by Bruce Tang on Unsplash

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A chi sta attraversando il suo buio | Andrew Faber

A chi sta attraversando
il suo buio
Dico soltanto di non mollare.
Ci siamo finiti tutti
in quel posto maledetto
dove il freddo ti morde le ossa
e il silenzio ti piove nel cuore.

A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di allontanarsi
da chi dice di darsi una mossa
di smettere di piangersi addosso.
Quella gente vuole farvi del bene.
Ma non sa cosa dice.
Quella gente lí dove siamo finiti noi.
Non c’è mai arrivata.

A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di avere coraggio.
Bisogna stringere i denti.
E aspettare che il sole riprenda a brillare.

A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di credere
nella poesia.
Negli occhi di chi
quella strada l’ha già ritrovata.
C’è un cielo
di qua che vi aspetta
con un panorama di sogni
da togliere il fiato.

Andrew Faber

Photo by Cherry Laithang on Unsplash
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La poesia | Franco Arminio

Lo sappiamo che esistono
persone che se parli di tramonti
e lune e fili d’erba e morti e case chiuse
pensano che sei un nostalgico
e pure astratto e poco politico.
Queste persone spesso immaginano
di essere estreme e di sinistra
e di essere pure e dalla parte dei deboli
e della correttezza.
Hanno ragione, la poesia non è corretta,
la poesia non è di sinistra
e non deve difendere nessuno,
la poesia cade nel mondo da un altro mondo
e se non vi interessa non c’è problema,
ignoratela,
tanto voi sapete già tante cose
e siete sulla retta via,
non vi serve leggere negli occhi delle vacche
nei respiri delle formiche.
La poesia pensatela narcisa,
pensatela presuntuosa,
pensatela come volete.
Ci sono gli alberi, ci sono i morti,
ci sono gli abbracci,
c’è ancora qualcosa
per cui è bello vivere.
Io vivo per tutto quello che vi sfugge.

Franco Arminio

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IMPARARE A TREMARE | Chandra Livia Candiani

IMPARARE A TREMARE di Chandra Livia Candiani da “Il Silenzio è cosa viva”.

“Non voglio imparare a non aver paura, voglio imparare a tremare.
Non voglio imparare a tacere, voglio assaporare il silenzio da cui ogni parola vera nasce.
Non voglio imparare a non arrabbiarmi, voglio sentire il fuoco, circondarlo di trasparenza che illumini quello che gli altri stanno facendo e quello che posso fare io.
Non voglio accettare, voglio accogliere e rispondere.
Non voglio essere buona, voglio essere sveglia.
Non voglio fare male, voglio dire: mi stai facendo male, smettila.
Non voglio diventare migliore, voglio sorridere al mio peggio.
Non voglio essere un’altra, voglio adottarmi tutta intera.
Non voglio pacificare tutto, voglio esplorare la realtà anche quando fa male, voglio la verità di me.
Non voglio insegnare, voglio accompagnare.
Non è che voglio così, è che non posso fare altro”

Grazie Alex Blăjan per la foto su Unsplash

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LA SOLITUDINE (ORA SEI TUTT’UNO CON LE STELLE) | Jeff Foster

LA SOLITUDINE (ORA SEI TUTT’UNO CON LE STELLE) di Jeff Foster

Datti il permesso
di riposare, di stare in silenzio,
senza far nulla.
Ama questa solitudine, amico.
Invita una calda, curiosa attenzione
nelle tue ossa.
Fino a che non c’è più solitudine,
solo un radicale amore per te stesso.
Sei degno, in questa quiete.
Sei pieno, in questa vacuità.
Non c’è “peccato originale”.
Non hai colpe, qui.
La solitudine è il portale
per l’intimità con ogni cosa.
Per una grande fratellanza.
Ora sei tutt’uno con le stelle.

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grazie a Jeremy Bishop da Unplash per la foto

 

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PROMETTI A TE STESSO | Christian Daa Larson

PROMETTI A TE STESSO di Christian Daa Larson

Prometti a te stesso di essere così forte che nulla disturberà la tua pace mentale.
Prometti a te stesso di infondere bontà, bellezza, amore ad ogni persona che incontri, di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro, di guardare il lato bello di ogni cosa, di lottare perchè il tuo ottimismo diventi realtà.
Prometti a te stesso di pensare solo al meglio, di aspettarti solo il meglio, di essere entusiasta del successo degli altri come lo sei del tuo.
Prometti a te stesso di dimenticare gli errori del passato per guardare a quanto di grande puoi fare in futuro,
di essere sereno in ogni circostanza e di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontri.
di dedicare così tanto tempo a migliorare il tuo carattere da non aver tempo per criticare gli altri.
Prometti a te stesso di essere:
troppo Nobile per l’ira
troppo Forte per avere paura
troppo Felice per farti vincere dal dolore e dai problemi.

Di avere una buona opinione di te stesso e di proclamarlo al mondo, non con grandi parole, ma attraverso grandi azioni.
Di vivere confidando che il mondo sia dalla tua parte, finché segui sinceramente la tua parte migliore.

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NON HO BISOGNO DI DENARO | Alda Merini

NON HO BISOGNO DI DENARO di Alda Merini

Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

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ITACA | Costantino Kavafis

ITACA di Costantino Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

 

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Hallelujah, Alleluja

HALLELUJAH

Now I’ve heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don’t really care for music, do you?
It goes like this
The fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah (x4)

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you
To a kitchen chair
She broke your throne, and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah (x4)

You say I took the name in vain
I don’t even know the name
But if I did, well really, what’s it to you?
There’s a blaze of light
In every word
It doesn’t matter which you heard
The holy or the broken Hallelujah

Hallelujah (x4)

I did my best, it wasn’t much
I couldn’t feel, so I tried to touch
I’ve told the truth, I didn’t come to fool you
And even though
It all went wrong
I’ll stand before the Lord of Song
With nothing on my tongue but Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah…

Testo e musica: Leonard Cohen
Arrangiamenti: John Lissauer
Fonte:  www.leonardcohen.it

ALLELUJA

Ho sentito di un accordo segreto
Suonato da David e gradito al Signore
Ma a te della musica non importa poi molto, vero?
Beh, fa così:
La quarta, la quinta
La minore scende, la maggiore sale
Il re perplesso compone l’Alleluja

Alleluja (x4)

La tua fede era salda ma avevi bisogno di una prova
La vedesti fare il bagno dalla terrazza
La sua bellezza e il chiaro di luna ti vinsero
Lei ti legò
Alla sedia della cucina
Ti spaccò il trono, ti rase i capelli
E dalle labbra ti strappò l’Alleluja.

Alleluja (x4)

Dici che ho pronunciato il Nome invano
Ma se non lo conosco nemmeno il Nome
Ma anche se fosse, a te poi cosa importa?
C’è un’esplosione di luce
In ogni parola
E non importa se tu abbia sentito
La sacra o la disperata Alleluja

Alleluja (x4)

Ho fatto del mio meglio, non era granché
Non provavo nulla, così ho provato a toccare
Ho detto il vero, non sono venuto per prenderti in giro
E anche se
è andato tutto storto
Mi ergerò davanti al Dio della Canzone
E dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja

Alleluja…

Immagine Natività mistica di Sandro Botticelli (1501), Londra – National Gallery

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