Tag: gratitudine

21 parole per il 2021 | gratitudine

Considero la gratitudine radice e linfa vitale di un’esistenza serena e ricca.
Cosa intendo per gratitudine? Il riconoscere e l’apprezzare ciò che c’è, come dice R.W. EmersonColtiva l’abitudine di essere grato per ogni cosa buona che ti arriva, e ringraziare continuamente. E siccome ogni cosa ha contribuito al tuo avanzamento, dovresti includere nella gratitudine tutte le cose.”.

Ti è mai successo che ciò che sul momento sembrava un evento terribile, e che avresti voluto evitare, si sia rivelato col tempo una vera benedizione di cui essere profondamente grato/a. 

Anche in questo periodo difficile che stiamo vivendo? Si, anche in questo periodo.
Anche con mascherine, restrizioni e distanziamenti sociali? Si, anche con mascherine, restrizioni e distanziamento sociale
Di che cosa dovremmo essere grati ora, con tutto quello che sta succedendo e che sembra peggiorare giorno per giorno?

Prova a rispondere tu a questa domanda, magari lasciandoti ispirare da queste parole di Melody Beattie La gratitudine spiega il nostro passato, porta pace al presente e crea una visione per il domani.” Possiamo scegliere come vedere e vivere le gravità della situazione.

Suggerimenti per il corpo

Fermati qualche momento a sentire tutto ciò che sta accadendo nel tuo corpo.
Il diaframma si alza e si abbassa in modo che i polmoni possano espirare ed inspirare,
il cuore batte dalle 60 alle 100 al minuto pompando il sangue in tutto il corpo e mandando informazioni al sistema nervoso su una quantità di sensazioni
il sistema digerente sta trasformando e metabolizzando il tuo ultimo pasto
la retina invia al cervello le immagini permettendoti di leggere queste parole
le orecchie stanno ascoltando i suoni intorno
i muscoli, le ghiandole, il tessuto connettivo ……..
Come puoi non essere grato per questa meravigliosa e miracolosa casa che fa sempre del suo meglio per mantenerti in salute con il nutrimento che gli dai?
Quale azione puoi fare per dimostrare gratitudine al tuo corpo

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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21 parole per il 2021

Ci incontriamo il 21 marzo mattina per giocare a Villa Ada (Roma) con le 21 parole per il 2021, ognuno con la propria parola e tutti quanti insieme. Porta con te qualcosa per stare sedut@ comodamente sul prato, una penna e una bella dose di curiosità. La partecipazione è a offerta libera. Info e prenotazione qui

Perché 21 parole per il 2021?


Umanamente ed emotivamente, nell’ultimo anno, più della pandemia sta mietendo vittime l’Infodemia, la quantità di informazioni, spesso contraddittorie e fuorvianti, emesse dai media a tutte le ore, con modalità e termini da “bollettino di guerra” più che di semplice informativa o, meglio ancora, di educazione alla prevenzione e al rafforzamento del sistema immunitario.

Qual è lo scopo del tipo di linguaggio che usa la maggior parte dei media?
Quale impatto ha sulle persone? 
Quale altro linguaggio può sostenere la presa di consapevolezza in noi? 
Quali parole possono aiutare la nascita della nuova umanità che sta emergendo, a parere di molti, me compresa?  

Sentivo e sento l’esigenza di un linguaggio nuovo, di riportare valore a parole logorate da un uso eccessivo e strumentale, di trovare parole nuove, inventarle, prenderle a prestito da altre lingue, magari quelle antiche, invece dell’imperversante inglese. L’estate scorsa ho condotto un’indagine fra amici, conoscenti, seguaci della pagina Facebook e iscritti alla newsletter da cui sono emerse una lista di parole che ho poi integrato e studiato. Hu pubblicato poi le 21 parole finali a cadenza più o meno regolare su questo sito, sulla pagina facebook e sul mio profilo instagram da luglio 2020 a febbraio 2021.

E’ arrivato il momento di giocarci
dal vivo e in natura per:

vagabondare nella bellezza del linguaggio
riconoscere il potere parole
creare uno spazio e un tempo di ludica contemplazione
stimolare il pensiero
contribuire al linguaggio della nuova umanità
ritrovare fiducia nell’essere umano
accogliere e integrare le emozioni
dare spazio alla propria umanità
ispirarci a vicenda
restare uniti
ritornare al centro di sè
abitare la propria unicità
nutrire il proprio Essere
stare con ciò che c’è
aiutarci a scoprire il senso di ciò che accade
mantenerci saldi nel caos
onorare la Vita che rinasce e gioire di essere vivi
ridare dignità alla morte
riconnetterci con i cicli della natura
percepire l’interconnessione fra ciò che è dentro e ciò che è fuori di noi
praticare la gratitudine

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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14. Gratitudine | 21 parole per la nuova Umanità

Ed eccoci arrivati alla Gratitudine, la madre di tutte le virtù, come insegna Cicerone. Iniziamo, come sempre, l’incontro, l’esperienza e lo studio della parola nuova con il suo significato tratto dal sito della Treccani online.

Significato

gratitùdine s. f. – Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare (è sinon. di riconoscenza, ma può indicare un sentimento più intimo e cordiale)

Origine

gratitudine bass.lat. GRATITUDINEM da GRATUS, grato, nel senso di riconoscenteMemoria di un beneficio ricevuto e prontezza a dimostrarlo.
grato lat. GRATUS, parallelo al greco CHAR-TOS piacevole, giocondo dalla radice GHAR -HARR, che appare nel sanscrito hàryå-mi amo, desidero, mi diletto hariatâ caro – il greco chaìrô mi rallegro chaìr-à gioia chàr-itos tutto ciò che eccita gioia, piacere, grazia, beneficio, ricompensa, gratitudine

Sulla parola

Considero la gratitudine radice e linfa vitale di un’esistenza serena e ricca. Cosa intendo per gratitudine? Il riconoscere e l’apprezzare ciò che per noi ha valore, ha significato, può essere riferito ad una persona, un accadimento, la terra, il mare, il proprio corpo, la vita, ciò che ci sta intorno. Tutto in realtà, come dice R.W. Emerson Coltiva l’abitudine di essere grato per ogni cosa buona che ti arriva, e ringraziare continuamente. E siccome ogni cosa ha contribuito al tuo avanzamento, dovresti includere nella gratitudine tutte le cose.”. Credo sia accaduto anche a te che ciò che sul momento sembrava un evento terribile che avresti voluto evitare, si sia rivelato col tempo una vera benedizione di cui essere profondamente grato/a.

Anche in questo periodo difficile che stiamo vivendo? Si, anche in questo periodo.
Anche con mascherine, restrizioni e distanziamenti sociali? Si, anche con mascherine, restrizioni e distanziamento sociale
Di che cosa dovremmo essere grati ora, con tutto quello che sta succedendo e che sembra peggiorare giorno per giorno? Prova a rispondere tu a questa domanda, magari lasciandoti ispirare da queste parole di Melody Beattie La gratitudine spiega il nostro passato, porta pace al presente e crea una visione per il domani.” Possiamo scegliere come vedere e vivere le gravità della situazione.

Quando il sentimento di gratitudine anima il nostro Essere, le giornate diventano più leggere, un senso di abbondanza e di serenità emana dal nostro animo per diffondersi nei nostri pensieri, nelle nostre emozioni, nelle nostre azioni e tutto intorno a noi. Per questo Marco Tullio Cicerone afferma che “La gratitudine non è solo la principale virtù, ma anche la madre di tutte le altre.” come si accennava all’inizio.

Alcune domande

Cos’è la gratitudine per te?
Che rapporto hai con essa?
Per cosa sei grato/a nella tua vita?
Quando senti gratitudine verso qualcuno, gliela dimostri? Come?
Perché secondo te Cicerone dice che “la gratitudine è la madre di tutte le virtù”?
Come sarebbe essere grati per tutte le cose che arrivano come suggerisce Emerson?
Come la gratitudine crea una visione per il domani?

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COERENZA CUORE CERVELLO

COS’è LA COERENZA CUORE CERVELLO
La coerenza cuore cervello, o coerenza cardiaca, è uno stato di equilibrio in cui il cuore e il cervello entrano “in fase” e emettono frequenze (misurabili) in perfetta armoniaQuando si attiva questo stato, i nostri sistemi fisiologici funzionano in modo più efficiente, sperimentiamo una maggiore stabilità emotiva, sviluppiamo una maggior chiarezza mentale e una migliore funzione cognitiva.

DALLA TRADIZIONE ALLA RICERCA
Gran parte delle tradizioni culturali e spirituali di tutto il mondo ha sempre considerato il cuore la sede dell’anima, fonte di coraggio e saggezza.  Anche la ricerca ha ormai largamente mostrato il ruolo chiave del cuore quale centro dell’afflusso spirituale, capace di generare un campo elettromagnetico talmente ampio da mettere in coerenza il sistema psiche-soma. Oltre a portare quindi maggiore benessere fisico, emotivo, mentale, spirituale la coerenza cardiaca armonizza i ritmi biologici con il movimento della realtà in una danza perenne tra interno ed esterno che attira e genera a sé, per risonanza, altro potenziale. Le emozioni come la compassione, la cura, l’apprezzamento, la gratitudine,  rappresentano la pietra angolare nella generazione di questo campo altamente organizzato che ci fa entrare in quella famosa condizione di “flusso di coerenza” con l’anima. È il cuore a comandare, è il cuore a determinare il primo input dal quale muoverci.
Sono stati i coniugi Lacey tra gli anni 60 e 70 i primi a comprendere che il cuore manda informazioni al cervello che non sono il cervello comprende, ma anche obbedisce, tali da influenzare percezioni e comportamenti: e si sono anche scoperti meccanismi attraverso i quali degli input da cuore a cervello possono inibire o facilitare l’attività del cervello.

HEARTHMATH INSTITUTE
L’ HeartMath Institute – Istituto di Matematica del Cuore  è stato creato nel 1991 da Doc Childre, da allora importanti scienziati da tutto il mondo ricercano e sviluppano strumenti e metodologie scientifiche per aiutare le persone a stimolare il collegamento tra mente e cuore, fino ad arrivare ad  una connessione armonica con il cuore degli altri. Ciò consente di ridurre notevolmente lo stress e di sbloccare la “guida intuitiva interiore” per fare scelte migliori, attraverso l’autoregolazione del flusso emotivo. La parola “Heart” significa cuore ma non riguarda solo il cuore come organo fisico, ma le qualità che vengono associate ad esso come amore, compassione, coraggio e apprezzamento. La parola “Math” invece si riferisce alle equazioni fisiologiche e psicologiche per accedere e sviluppare l’incredibile potenziale del muscolo cardiaco. Infatti l’HMI è un centro riconosciuto a livello mondiale specializzato in fisiologia emozionale, studio della resilienza e gestione dello stress, che svolge avveniristiche attività di ricerca in psicofisiologia, neurocardiologia e biofisica.

COME PRATICARE LA COERENZA CUORE CERVELLO
Fino al 30 giugno 2020 gratuitamente online sulla piattaforma Zoom il lunedì, mercoledì e venerdì mattina dalle 7.45 per una ventina di minuti. Ci si può collegare dalle 7.40 per iniziare puntuali. Se sei interessato/a scrivi un email a emanuela@prospettivag.it per ricevere il link.

Ora, se vuoi, di possiamo far aiutare da nonnabis che ha iniziato a questa pratica Mudita, la sua bisnipote di 7 anni, con queste semplici istruzioni.

Chiudi gli occhi. 
Puoi anche lasciarli aperti se preferisci.

Porta l’attenzione al petto, alla zona del cuore.
Puoi portarci le mani, se vuoi. Sarà più facile per il cervello mantenere l’attenzione in quell’area
Continua a respirare
Lascia che il respiro rallenti naturalmente.

Ora immagina che il respiro entri ed esca dal cuore.
Senti il cuore espandersi e ritirarsi al ritmo del respiro.

Stai con il cuore che respira e ricorda un episodio con cui hai provato compassione, coraggio, cura o apprezzamento
Stai con quella sensazione mentre continui a sentire il respiro del cuore.

Resta con quella emozione, sentendo che il respiro del cuore per minimo di 7 minuti

Respira
e piano piano allarga l’attenzione a tutto il corpo
Quando vuoi rilascia le mani dal petto
Sorridi e riapri dolcemente gli occhi”

 

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52 Sfumature di Sè | 49.12 CELEBRARE IL PERCORSO

Buongiorno e buona settimana con 52 Sfumature di Sè.

Abbiamo visto che dedichiamo quest’ultimo mese e quest’ultima tappa del viaggio a CELEBRARE. Prima di addentrarci nel COME celebrare fermiamoci a riconoscere, comprendere, identificare COSA celebriamo.

Abbiamo detto che onoriamo la conclusione di questo percorso. E allora ci fermiamo questa settimana a sentire, riflettere, contemplare come è andato quest’anno di percorso. NIENTE giudizi, NIENTE sensi colpa di colpa, con la consapevolezza qualunque sia stato il tempo e l’impegno dedicato alle ispirazioni della settimana, ciò che hai fatto era ciò che potevi fare nel momento e che va bene così.

La scorsa settimana un’amica mi ha scritto “Grazie Manu … arrivi come qualcosa di buono anche se lo dimentico, anche con tanto vento è come accorgersi ogni volta del tuo (mio) battito lontano …  bisogna far silenzio fra i rumori e i pensieri torpidi e lo sai, che il tuo (mio) cuore batteva …” Ecco anche se  leggendo hai sentito il tuo cuore battere, le farfalle nello stomaco o un sorriso nascere nelle labbra e poi te ne sei dimenticat@, va bene, riconosci quel momento, stai con quello. Non farti prendere da quello che avevi pensato, programmato o sperato di fare. Stai con quello che c’è, è l’unica cosa vera.

Puoi aiutarti a ripercorrere le 48 tappe passate rileggendo i post sul sito o le foto su Facebook (nota che puoi vederle anche se non hai un account Facebook) o le email e i whatsapp ricevuti. Scrivi tutto quello che ti torna in mente leggendo o rileggendo le ispirazioni settimanali. Quello sarà il COSA celebreremo.

Visto che siamo alla fine dell’anno puoi cogliere l’occasione per fare la stessa cosa con i 12 mesi di quest’anno e per celebrare così anche il 2019 che sta per concludersi.

Buona settimana e buona rilettura dell’anno.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

 

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S.M.I.L.E. – 5 passi per trasformare le giornate nere

Hai mai avuto una giornata nera in vita tua? Forse più di una? Vorresti allentare la morsa e magari smettere di averne? Allora S.M.I.L.E può interessarti. 

Ti starai forse chiedendo cos’è S.M.I.L.E.? di che si tratta?

S.M.I.L.E. è uno strumento della  Gioiastica, un metodo in 5 passi, semplici ed efficaci, per far nascere il sorriso alle giornate nere. Cinque azioni alla portata di tutti che possono far completamente cambiare direzione ad una brutta giornata. 

Prima ancora di iniziare i 5 passi c’è però qualcosa di importante che deve accadere. E’ la stessa cosa da cui siamo partiti per il viaggio di 52 Sfumature di Sè. E’ l’inizio di qualsiasi cambiamento: ACCORGERSI, rendersi conto, portare l’attenzione al proprio stato, a quello che sta accadendo, soprattutto ai pensieri, alle emozioni che hanno fatto vivere la giornata come nera. 

Una volta che ci siamo accorti della nuvola che è sopra (o dentro) la nostra testa, si può praticare S.M.I.L.E. Vediamo uno per uno i 5 passi.

1. S
Il primo passo è fermarsi. Riprendere fiato. Interrompere il flusso (di pensieri, azioni …). Uno STOP per essere in grado poi di cambiare direzione. 

2. M
Quando il corpo cambia la sua posizione, quando il corpo  si muove anche per un breve periodo, qualche minuto, anche lo stato d’animo cambia. E’ un processo bottom-up, dal corpo alla mente. MUOVITI dunque, muovi il corpo. Alzati dalla sedia, scendi dalla macchina, fai qualche passo, respira profondamente, allarga le braccia, scrolla le spalle, salta, scuoti la testa, stringi e apri le mani velocemente tante volte, lascia che il corpo si muova come ha voglia (ha una grande saggezza, fidati di lui) 

3. I
Come stai ora che ti sei mosso? Come è cambiato il tuo stato?
Prova ora a tornare indietro nel tempo, mantenendo questo nuovo stato, e vedi se puoi individuare qual è stato il motivo della giornata storta, come è iniziata? Se è iniziata dal risveglio vedi quali sono stati i pensieri la sera prima, i sogni della notte? INDAGA 
Prenditi il tempo di interrogarti, di riflettere, ma senza farti riprendere dal vortice dei pensieri e ricominciare a mandare storta la giornata. Questo è un punto fondamentale. Hai già fatto un cambiamento di stato col movimento e se trovi anche quando è iniziata “ad andare storta” la giornata questo ti permetterà piano piano di riconoscere sempre prima il meccanismo, il pattern e, con il tempo, a non rimetterlo più in atto. Indaga sulle tue motivazioni, non su quelle esterne. Sui tuoi comportamenti puoi avere un impatto! Sul resto …

4. L
Una volta individuata la causa (va bene anche se non l’hai individuata, soprattutto all’inizio) il passo successivo è LASCIA ANDARE i motivi, i sentimenti negativi, il vortice delle negatività. Lasciare andare significa mollare la presa. Significa non seguire il vecchio e vorticoso flusso dei pensieri, significa darsi la possibilità di cambiare direzione alla giornata. Come? Con l’aiuto del nostro prezioso corpo. Puoi iniziare a scrollare le mani, come a voler scrollarti di dosso il nero e la pesantezza della giornata. Puoi farlo con tutte le braccia e anche le gambe. Puoi espirare soffiando, sospirando, sbuffando

5. E
La gratitudine è la doccia del cuore, dice la mia Maestra di Meditazione, ed è la via maestra per la Gioia. ESPRIMI GRATITUDINE è l’ultimo passo. Gratitudine verso te stess@ per esserti accort@ ed esserti dat@ la possibilità di cambiare direzione alla giornata. Esprimi gratitudine verso la tua mente, il tuo corpo, il tuo intento, la tua essenza. Esprimi gratitudine verso questo metodo, la vita, la giornata che sta riprendendo sotto buoni auspici. 

Ricapitolando. S.M.I.L.E. : Stop – Muoviti – Indaga – Lascia andare – Esprimi gratitudine.

Se questo metodo ti è piaciuto e hai voglia di sperimentarlo in un laboratorio pratico puoi inviare qui  la richiesta. Se lo metterai in pratica ti sarei grata se invii qui la tua esperienza o eventuali domande.

Chi l’ha già utilizzato ha detto:

“Sorprendente. Capace di spiazzare, disattendere le aspettative note per offrire risorse inaspettate. Naturalezza e semplicità. Profondità ed esperienza.”
Elisabetta Confaloni, filosofa ed esperta in naturopatia

“Esperienza interessante, soprattutto come apertura alla Gioia”
Maurizio Santomi, pensionato, ciclista

“Bello, piacevole, semplice e potente al contempo profondo e facile da applicare nella vita di tutti i giorni”
Abir Gabriel Ishtar, cristalloterapeuta

“Mi ha aiutato a vedere con più chiarezza come posso aiutarmi nei momenti di tensione. E’ stato stimolante. Mi spinge a provarci veramente ricordandomi di SMILE che a me ricorda di sorridere.”
Anonimo
 

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

 

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52 SFUMATURE di SÉ | 17.4 Essere riconoscente per il percorso

Come è andata la scorsa tappa: la Pausa? Com’è stata l’esperienza, se c’è stata, di essere consapevole, riconoscente delle pause? La Pause fra un’attività e l’altra, fra un respiro e l’altro, fra un pensiero e l’altro?

Questa settimana continuiamo ad esplorare lEssere Riconoscente, lo faremo verso il Percorso: il Percorso di vita, quello fatto e quello da fare. Come? Vediamolo un passo dopo l’altro.

  1. Sono riconoscente per il percorso di vita vissuto fin qui” Cosa senti in questo preciso istante? Cosa senti nel corpo? C’è qualche emozione? quale? Porta l’attenzione solo a cosa accade nel corpo, lascia andare i pensieri. Per qualche minuto stai solo con quello che senti e con le emozioni che ci sono. Semplicemente senti, accetta, abbraccia quel che emerge senza giudizio, senza pensieri. “Sono riconoscente per il percorso di vita vissuto fin qui”
  2. Fai qualche respiro profondo
  3. Sono riconoscente per il percorso di vita vissuto fin qui” Ora osserva i tuoi pensieri. Semplicemente guardali senza giudicarli, senza immedesimarti con essi. Per qualche minuto osservali e lasciali passare. Sono solo pensieri.
  4. Fai qualche respiro profondo
  5. Ripeti ad alta voce, se ti è possibile, con presenza e fiducia: “Il percorso della mia vita mi ha permesso di arrivare fin qui oggi. Sono riconoscente per tutto quello che è accaduto e per quello che accadrà”  (pausa) “Il percorso della mia vita mi ha permesso di arrivare fin qui oggi. Sono riconoscente per tutto quello che è accaduto e per quello che accadrà”. (pausa)  “Il percorso della mia vita mi ha permesso di arrivare fin qui oggi. Sono riconoscente per tutto quello che è accaduto e per quello che accadrà”. (pausa)
  6.  Rimani in silenzio per qualche istante, lascia che la vibrazione di queste parole si diffonda in tutto il corpo.
  7. Scrivi, disegna, danza, esprimi come più ti viene naturale lo stato di questo momento.

Puoi praticare questo esercizio quante volte vuoi durante questa settimana.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

 

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52 SFUMATURE di SÉ | 13.4 Essere riconoscente

Questo lunedì ho voluto introdurre in modo nuovo il luogo che esploreremo nel corso del mese di aprile. Mi sono lasciata ispirare dalla giornata, 1 Aprile, per fare un pesce d’aprile non troppo nascosto nelle immagini e nel titolo. Ringrazio di cuore chi ha inviato le riflessioni sulla propria esperienza, immagino sia stato utile prendere qualche minuto per fare il punto.

ESSERE RICONOSCENTE è il 4° dei 12 luoghi del nostro viaggio in 52 tappe. Oggi è la tredicesima tappa, quella in cui muoviamo i primi passi nel nuovo ambiente. Come sempre iniziamo dal significato delle parole, due questa volta:
– ESSERE
– RICONOSCENTE.

Iniziamo a passare dal “fare” (accorgersi, stare, accettare) all’essere. E già questa è una prima sostanziale differenza.
Riconoscente ha in sè il riconoscere che, in qualche modo, ha a che fare con l’accorgersi. Ti ricordi, il nostro primo luogo?

Lascio a te continuare la ricerca e l’approfondimento “cognitivo” su questo luogo. Diamo da fare alla mente per iniziare per poi farne l’esperienza dirette nelle prossime tappe. Dunque se arrivasse un “fratello o una sorella” da una stella vicina e ti chiedesse: “Cosa intendete voi sulla Terra con Essere riconoscente?” cosa gli risponderesti?

Puoi condividere la tua risposta con tutti su Facebook o con me personalmente tramite uno di questi mezzi.

Un piccolo Passo verso la Gioia di Essere

 

 

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Io ringraziare desidero | Mariangela Gualtieri

Ringraziare desidero il divino
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione,
che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto
e l’uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.

Ringraziare desidero per l’amore,
che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede.

Ringraziare desidero
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in noi,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo
per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
per le strisce della tigre,
per l’odore medicinale degli eucaliptus,
e la speranza, la fiducia, la lavanda.

Ringraziare desidero
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
per lo splendore del fuoco
che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.

Ringraziare desidero perché
sono tornate le lucciole,
le nuvole disegnano,
le albe spargono brillanti nei prati,
e per noi
per quando siamo ardenti e leggeri
per quando siamo allegri e grati.

Io ringraziare desidero per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
per la quiete della casa,
per i bambini che sono nostre divinità domestiche
per l’anima, perché consola il mio girovagare errante,
per il respiro che è un bene immenso,
per il fatto di avere una sorella.

Io ringraziare desidero
per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
per le facce del mondo che sono varie
per quando la notte si dorme abbracciati
per quando siamo attenti e innamorati,
fragili e confusi,
cercatori indecisi.

Ringrazio dunque
per i nostri maestri immensi
per tutti i baci d’amore,
e per l’amore che ci rende impavidi.
Per i nostri morti
che fanno della morte un luogo abitato,
e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
Per i figli,
col futuro negli occhi,
perchè su questa terra esiste la musica,
per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
per il silenzio che è la lezione più grande
per il sole, nostro antenato.

Ringraziare desidero
per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi,
che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini.

Ringraziare desidero
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la gran potenza d’antico amor
per amor che muove il sole e l’altre stelle
e muove tutto, in noi…

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Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle …

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle mi rendo conto di quante volte ho preferito (far) piacere agli altri piuttosto che ascoltarmi, ascoltare i miei bisogni, il mio piacere. Al mio interno, come all’interno di ogni persona, c’è una saggezza, un’essenza che sa e suggerisce la giusta via, sempre. Sto imparando ad ascoltarla! Sto imparando ad ascoltarla? Sto imparando ad ascoltarla.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle sono affascinata della resilienza del corpo risvegliato al tremore per l’immediatezza e la naturalezza con cui ha iniziato a rilasciare la tensione, il dolore e la paura del trauma. Grazie Cheda, Elena e tutti i miei colleghi e colleghe del Metodo TRE (Tension and Trauma Releasing Exercises).

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle ringrazio di cuore la buona sorte e gli operatori dell’ambulanza per avermi condotto in un buon ospedale.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle ringrazio l’ortopedico di guardia che è rimasto oltre il suo turno per occuparsi di me con con professionalità, rapidità e competenza.

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Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle ringrazio la forza vitale che anima il mio corpo, così come qualunque corpo, per la sua straordinaria, preziosa e miracolosa capacità di guarire.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle mi rendo conto che, in vita mia, sono stata ricoverata in ospedale solo per le gravidanze e mi domando chi nascerà questa volta.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle imparo, non senza difficoltà, a chiedere e a ricevere. Grazie a tutte le anime belle che ci sono nella mia vita. Grazie di cuore ad ognuna.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle mi rendo conto di quante cose preziose (tornare a casa come previsto, avere una buona salute, … essere in vita) do per scontate e di quanto in realtà non lo siano affatto.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle mi meraviglia l’infinità di eventi, pensieri e sincronie che devono darsi appuntamento in un istante perché accada tutto ciò che accade in questa realtà.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle mi torna in mente la saggezza di mia nonna che diceva sempre: “Basta la salute”.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle mi nascono all’interno tanti interrogativi che mi guidano sempre più vicina alla mia essenza.

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle è l’Universo che mi offre gentilmente 60 giorni di percorso di crescita personale, come ha detto la mia saggia amica emiliana. E direi che possono essere sufficienti!!

Quando esco di casa un sabato mattina per qualche oretta al lago e torno il venerdì successivo con le stampelle … mi accorgo che in realtà ci vorranno molto di più di 60 giorni per riprendere a camminare, #iltempochecivuole, diventa il diario social di una trasformazione interiore.

Un piccolo passo a tre “zampe” verso la Gioia di Essere.

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