Tag: Gioiastica

I tre cerchi


 
Come molti, credo, in questo periodo mi sono a più riprese interrogata su quale contributo potessi offrire. Qual è la mia parte? Quale pezzo di puzzle sono ora nel grande quadro della Creazione?

Ci sono tre livelli su cui agire, secondo me, tre cerchi concentrici di cui prendersi cura: il primo quello individuale, senza il quale non possono esistere gli altri due. Il secondo quello delle relazioni più vicine, il terzo quello della comunità più grande, la società.

1 CERCHIO: INDIVIDUALE – Prendersi cura della propria salute; quella del corpo con il mangiare buono e sano, l’esercizio fisico, l’adeguato riposo, l’accurato lavaggio delle mani, etc. La salute emotiva osservando e stando con le emozioni spiacevoli che ci posso essere (paura, rabbia,  tristezza, ansia) e coltivando quelle più piacevoli (cura, compassione, gratitudine, riconoscenza, gioia, pazienza). La salute mentale facendo le giuste pause durante il giorno, ascoltando musica, facendo buone letture, stando in buona compagnia, del proprio respiro per cominciare. Ultima e non meno importante la salute spirituale meditando, coltivando una visione ampia di ciò che accade, essendo sensibili alle vicende altrui mantenendo il proprio centro.

2 CERCHIO: LE RELAZIONE VICINE e importanti, la famiglia e gli amici. Prendersi cura dei propri cari, chiedendo e ricevendo aiuto pratico ed emotivo, parlando apertamente di ciò che accade, di ciò che sentiamo, offrendo e chiedendo sostegno, essendo presenti per gli altri con piccoli gesti sinceri.

3 CERCHIO: LA SOCIETA’ Il terzo cerchio più ampio è quello sociale, la comunità, il mondo che ci circonda. Piccoli e grandi gesti che possono fare la differenza: dalla spesa sospesa, allo scambiarsi libri, ingredienti, favori, saluti, al mettere a disposizione i propri saperi, il proprio talento e la propria esperienza a quante più persone possibili per rendere più sereno questo periodo, per risvegliarci e rinascere insieme.

In poche parole se nel primo cerchio è fondamentale lavarsi le mani, del secondo e del terzo non possiamo lavarcene le mani.

Se scorri i post e le pagine di questo sito trovi quello che posso offrire al cerchio più grande, alcune cose gratuitamente altre a pagamento, restando aperta e disponibile alle condizioni economiche personali del momento. C’è la fiaba e le sessioni online per il rilascio di ansia, tensioni e stress, i brevi incontri di coerenza cardiaca il lunedì, mercoledì e venerdì mattina presto su zoom, quelli più lungi in gruppo di Finalmente una gioia o quelli individuali di art-counseling. Per domande, informazioni, appuntamenti scrivi o chiama utilizzando questi recapiti.

E tu? Qual è il tuo dono? Il tuo unico pezzo di puzzle? Ti sei posta/o anche tu questa domanda?

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Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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Foto di Robert Lukeman su Unsplash

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S.M.I.L.E. – 5 passi per trasformare le giornate nere

Hai mai avuto una giornata nera in vita tua? Forse più di una? Vorresti allentare la morsa e magari smettere di averne? Allora S.M.I.L.E può interessarti. 

Ti starai forse chiedendo cos’è S.M.I.L.E.? di che si tratta?

S.M.I.L.E. è uno strumento della  Gioiastica, un metodo in 5 passi, semplici ed efficaci, per far nascere il sorriso alle giornate nere. Cinque azioni alla portata di tutti che possono far completamente cambiare direzione ad una brutta giornata. 

Prima ancora di iniziare i 5 passi c’è però qualcosa di importante che deve accadere. E’ la stessa cosa da cui siamo partiti per il viaggio di 52 Sfumature di Sè. E’ l’inizio di qualsiasi cambiamento: ACCORGERSI, rendersi conto, portare l’attenzione al proprio stato, a quello che sta accadendo, soprattutto ai pensieri, alle emozioni che hanno fatto vivere la giornata come nera. 

Una volta che ci siamo accorti della nuvola che è sopra (o dentro) la nostra testa, si può praticare S.M.I.L.E. Vediamo uno per uno i 5 passi.

1. S
Il primo passo è fermarsi. Riprendere fiato. Interrompere il flusso (di pensieri, azioni …). Uno STOP per essere in grado poi di cambiare direzione. 

2. M
Quando il corpo cambia la sua posizione, quando il corpo  si muove anche per un breve periodo, qualche minuto, anche lo stato d’animo cambia. E’ un processo bottom-up, dal corpo alla mente. MUOVITI dunque, muovi il corpo. Alzati dalla sedia, scendi dalla macchina, fai qualche passo, respira profondamente, allarga le braccia, scrolla le spalle, salta, scuoti la testa, stringi e apri le mani velocemente tante volte, lascia che il corpo si muova come ha voglia (ha una grande saggezza, fidati di lui) 

3. I
Come stai ora che ti sei mosso? Come è cambiato il tuo stato?
Prova ora a tornare indietro nel tempo, mantenendo questo nuovo stato, e vedi se puoi individuare qual è stato il motivo della giornata storta, come è iniziata? Se è iniziata dal risveglio vedi quali sono stati i pensieri la sera prima, i sogni della notte? INDAGA 
Prenditi il tempo di interrogarti, di riflettere, ma senza farti riprendere dal vortice dei pensieri e ricominciare a mandare storta la giornata. Questo è un punto fondamentale. Hai già fatto un cambiamento di stato col movimento e se trovi anche quando è iniziata “ad andare storta” la giornata questo ti permetterà piano piano di riconoscere sempre prima il meccanismo, il pattern e, con il tempo, a non rimetterlo più in atto. Indaga sulle tue motivazioni, non su quelle esterne. Sui tuoi comportamenti puoi avere un impatto! Sul resto …

4. L
Una volta individuata la causa (va bene anche se non l’hai individuata, soprattutto all’inizio) il passo successivo è LASCIA ANDARE i motivi, i sentimenti negativi, il vortice delle negatività. Lasciare andare significa mollare la presa. Significa non seguire il vecchio e vorticoso flusso dei pensieri, significa darsi la possibilità di cambiare direzione alla giornata. Come? Con l’aiuto del nostro prezioso corpo. Puoi iniziare a scrollare le mani, come a voler scrollarti di dosso il nero e la pesantezza della giornata. Puoi farlo con tutte le braccia e anche le gambe. Puoi espirare soffiando, sospirando, sbuffando

5. E
La gratitudine è la doccia del cuore, dice la mia Maestra di Meditazione, ed è la via maestra per la Gioia. ESPRIMI GRATITUDINE è l’ultimo passo. Gratitudine verso te stess@ per esserti accort@ ed esserti dat@ la possibilità di cambiare direzione alla giornata. Esprimi gratitudine verso la tua mente, il tuo corpo, il tuo intento, la tua essenza. Esprimi gratitudine verso questo metodo, la vita, la giornata che sta riprendendo sotto buoni auspici. 

Ricapitolando. S.M.I.L.E. : Stop – Muoviti – Indaga – Lascia andare – Esprimi gratitudine.

Se questo metodo ti è piaciuto e hai voglia di sperimentarlo in un laboratorio pratico puoi inviare qui  la richiesta. Se lo metterai in pratica ti sarei grata se invii qui la tua esperienza o eventuali domande.

Chi l’ha già utilizzato ha detto:

“Sorprendente. Capace di spiazzare, disattendere le aspettative note per offrire risorse inaspettate. Naturalezza e semplicità. Profondità ed esperienza.”
Elisabetta Confaloni, filosofa ed esperta in naturopatia

“Esperienza interessante, soprattutto come apertura alla Gioia”
Maurizio Santomi, pensionato, ciclista

“Bello, piacevole, semplice e potente al contempo profondo e facile da applicare nella vita di tutti i giorni”
Abir Gabriel Ishtar, cristalloterapeuta

“Mi ha aiutato a vedere con più chiarezza come posso aiutarmi nei momenti di tensione. E’ stato stimolante. Mi spinge a provarci veramente ricordandomi di SMILE che a me ricorda di sorridere.”
Anonimo
 

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

 

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29 marzo 2018

È ora di riportare alla luce

alcuni vecchi progetti.

Il tempo è propizio ora.

Gioisci.

#fluiscoconquelchecè – Proposte quasi quotidiane per fluire con quel che accade.

#prospettivaG  #percorsiversolagioiadiessere #SuolCollage©

 

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EXPERIENCE FESTIVAL ROMA

EXPERIENCE FESTIVAL ROMA

23, 24 e 25 giugno 2017

Ex Lanificio Luciani in via di Pietralata, 157

Un festival espressivo e visionario, catalizzatore di cambiamento, un momento di condivisione, un arcobaleno di possibilità per nutrire lo spirito e il corpo e per incuriosire la mente: workshop, sessioni individuali, installazione da co-creare sul posto, talks, concerti, danze di artisti e insegnanti  di varie discipline olistiche ed espressive.

Sono felice di contribuire a  questa meravigliosa abbondanza

sabato 24 alle 21 con il talk LASCIATI SPLENDERE e

domenica 25 con PILLOLE di Gioiastica, sessioni individuali per allenarti alla Gioia.

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Allenarsi alla Gioia significa imparare a riconoscere i momenti gioiosi della nostra vita, goderli pienamente e dargli il giusto valore. Significa imparare a scegliere la Gioia, a trovare il cammino interiore per incontrarla, esprimerla, viverla e alimentare un circolo gioioso che dà vita e colore alle nostre giornate. Perché ogni volta che fai qualcosa che ti porta Gioia, crei un mondo dove la Gioia esiste e soprattutto in questo periodo ce n’è più che mai bisogno, per ognuno di noi singolarmente e per il genere umano. E’ un allenamento e come tutti gli allenamenti ha bisogno di attrezzi, di strumenti semplici ed efficaci. Ne abbiamo 4 a disposizione e li useremo tutti e 4 nelle sessioni individuali: Movimento,  Creatività, Introspezione e Gioco.

Ti aspetto DOMENICA 25 dalle 10 alle 13 e dalle 14.00 alle 19.30 per PILLOLE DI GIOIASTICA e SABATO 24 alle 21 per LASCIATI SPLENDERE.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni chiama INFOLINE +39 3201730117  In caso di telefono occupato potete lasciare un SMS e verrete ricontattati al più presto. (ATTENZIONE i posti sono limitati).

Un piccolo grande passo collettivo verso la Gioia di Essere.

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“Non è forse tutta una questione di gioia e di gioco? “

<< …e Myriam scoppiò a ridere.

” È qui che comincia l’insegnamento – dichiarò, mentre gli altri la guardavano interdetti. – Sì, con una risata . . . perché è in una risata che l’Universo è stato creato. Questo è quello che non sapete . . . Ed è quanto anch’io ingnoravo prima che Lui me lo rivelasse”.

Una risata? Puoi spiegarcelo?

L’uomo che aveva rivolto questa domanda con l’aria un po’ attonita teneva un piccolo scrittoio in equilibrio sulle ginocchia.

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Riusciva più o meno a farci stare un foglio di pergamena vergine, mentre con l’altra mano, servendosi di un morbido stilo, mescolava una materia semiliquida e nerastra in una ciotola di terra.

Ma sì . . . Non è forse tutta una questione di gioia e di gioco? – riprese Myriam.  “Se avete fatto tutta questa strada, è perché in voi c’è una fiamma, non è vero? Che cosa vi ha spinti sin qui, se non un possente movimento di gioia interiore? Forse non ci avevate pensato . . . Abbiamo sempre l’intenzione di sapere, di capire, di conoscere, e pensiamo che così diventeremo uomini e donne capaci di manifestare la pace, ma non ci poniamo mai il vero interrogativo. Non ci sondiamo, non cerchiamo che cosa ci spinge a cercare.
Ve lo dirò con le parole di Colui che mi ha insegnato: quello che fa di noi dei pellegrini e dei cercatori di pace è il ricordo della Gioia, e quel ricordo, senza saperlo tutti quanti lo portiamo in noi . . . Persino nell’abisso delle nostre tristezza più profonde! L’abbiamo in noi perché è il Soffio della Vita, il marchio indelebile del nostro spirito. Senza di esso, non esistiamo.
Dunque, mi è stato detto che la Gioia è l’elemento primo che esprime il Padre, e per mezzo del quale la Fiamma è nata nell’Universo, e poi nella nostra essenza. E in verità, amici miei, noi siamo i frutti del gioco che si confonde con questa gioia. Ve ne ricorderete?

. . . . L’anima di chi si conforma al flusso naturale dei Tempi non invecchia, anzi: incomincia a ringiovanire. Più va avanti più raddrizza la schiena e più, fra gli innumerevoli giochi di tensione, si avvicina al Gioco. A mano a mano aumenta anche il suo ricordo della Gioia. Per questo la mia risata parla di una giovinezza che sta nascosta dietro a queste rughe. Il Maestro mi ha insegnato a gioire e posso dirvi che in questo sta uno degli insegnamenti principali. La Gioia scioglie i nodi, ammorbidisce le rigidità . . .” >> (*)

Ecco, ci alleniamo per ricordare quella Gioia che è in noi, anche nella tristezza più profonda. Chiama o scrivi per sapere dei prossimi incontri della Gioiastica e unisciti a noi! Nel frattempo puoi farti ispirare da #Gioiaè, un’indagine a 360° su cos’è la Gioia per le persone condotta nel corso del 2016. Che la Gioia sia con te!

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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Da  Il Vangelo di Maria Maddalena, di Daniel Meurois, Amrita, 2000

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Vieni! Entriamo nello Studio di via Taro

Qualche giorno fa abbiamo suonato al citofono dello Studio Prospettiva G e siamo entrati nel piccolo giardino. Eravamo rimasti sulla porta d’entrata con lo sguardo naturalmente attratto verso l’alto. Da cosa? Da questa meravigliosa opera d’arte, ispirata a Kandinsky, che campeggia in alto a parziale chiusura dello spazio dedicato ai percorsi individuali a cui si accede salendo una rampa di scale sulla destra dell’entrata.

Chi entra  per la prima volta si ritrova spesso con la bocca aperta  dalla meraviglia, la mente che inizia a porsi un mare di domande e lo sguardo attratto dalle forme e i colori di questa rivisitazione di Giallo, rosso e blu del pittore russo, creatore della pittura astratta. E’ un’opera dell’amico molisano Antonio Di Prisco a cui va tutta la mia gratitudine per la comunione creativa, la collaborazione e la realizzazione di tanta bellezza.

Attenuata la meraviglia dell’impatto e richiusa la bocca, lo sguardo scende e si posa nello spazio che si apre davanti l’entrata, quello dedicato ai lavori di gruppo sia misti che al femminile. La disposizione di questo spazio varia a secondo dell’incontro in programma e del numero di partecipanti. C’è  sempre un paravento per proteggere lo spazio di lavoro  da quello di entrata e di transito verso il piano superiore dove si lasciano scarpe, borse, cellulare in silenzioso e cappotti.

Ecco alcune immagini di come può presentarsi lo spazio gruppi.

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Salendo le scale si accede ad un piccolo nido accogliente, un vero e proprio grembo che aiuta a rendere fluida e autentica l’alchimia della relazione d’aiuto. Anche qui c’è un richiamo all’arte. Come poteva essere diversamente? Le due comode poltroncine sono foderate con una stoffa che raffigura l’albero della vita di Klimt, un altro grande e amato pittore, austriaco questa volta.

Di questo spazio superiore ci occuperemo meglio fra qualche giorno

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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Percorsi verso la Gioia di Essere

Ho spiegato qui il perché del nome del sito: Prospettiva G. Se guardi in alto, in cima alla pagina, accanto al logo di Propsettiva G puoi leggere queste parole “Percorsi verso la Gioia di Essere”? Perché? Cosa intendo?

Iniziamo dalla parola Gioia. Da tempo ricerco, curioso, indago e approfondisco l’argomento: cos’è la Gioia? quando la proviamo, che differenza c’è fra Gioia e Felicità. Per rispondere a queste e ad altre domande sul tema ho utilizzato diversi strumenti: lo studio dei testi, il movimento, l’introspezione, la creatività, il gioco, la condivisione, la sperimentazione. L’ho fatto per molto tempo da sola; poi è diventato tema di alcuni percorsi di gruppo, sia misti che al femminile ed è spesso anche al centro di alcune sedute individuali.

In questi anni mi sono resa conto, con grande stupore all’inizio, che la Gioia, più ancora della Felicità, fa paura a molte persone. Credo che dipenda dal fatto che per vivere una vita di gioia occorre andar fuori dalla propria confort zone, occorre cioè abbandonare vecchi meccanismi, prendere la responsabilità delle proprie scelte, smettere di lamentarsi e dar la colpa agli altri di quello che accade nella propria vita. E’ necessario quindi un percorso di trasformazione, di crescita personale, di consapevolezza, occorre conoscere sé stessi, come esortava Socrate ricordando l’effige sul tempio di Apollo a Delfi; ancor di più occorre essere se stessi.

È necessario coraggio per percorrere la strada verso se stessi, per avvicinarsi alla Gioia, prima ancora di abbandonarsi ad essa.

Come dice Von Hofmannsthal[1]:

La Gioia richiede più abbandono, più coraggio che non il dolore.
Abbandonarsi alla Gioia significa appunto sfidare il buio, l’ignoto.

Nel cammino verso me stessa, alcuni anni fa, ho incontrato l’Art counseling. Un amore a prima vista che, come spesso accade con l’amore, si è rivelato molto più interessante, intenso, difficoltoso e stimolante di quanto avessi immaginato all’inizio. L’arte, la creatività, l’ascolto, il percorso personale e di gruppo, le vicissitudini e la molteplicità di emozioni e insight di quel triennio di formazione sono stati strumenti potenti per la ri-scoperta delle mie risorse, l’integrazione delle diverse parti di me, il lasciare andare pesi e convinzioni limitanti, l’acquisizione di un approccio metodologico efficace.

Questo turbinio di esperienze ha accresciuto in me la consapevolezza dell’importanza del Coraggio e della Gioia per arrivare ad essere me stessa. Il coraggio è stato fondamentale, il coraggio di scegliere di essere autentica con me stessa, anche quando questo costava fatica, isolamento e sofferenza. E la Gioia di trasformare tali scelte in azioni mi ha dato ancora più coraggio per continuare il percorso. In un circolo virtuoso che mi ha portato oggi a Prospettiva G e a fare questo lavoro che amo molto.

Certamente non è finita qui. La strada per arrivare alla Gioia di Essere dura tutta la vita ed è forse proprio qui che risiede il segreto e il senso più elevato del vivere.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.


[1]VON HOFMANNSTHAL, Hugo, Il libro degli amici – Adelphi 1996

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Gioia o Felicità?

Otto anni fa ho sentito un forte richiamo a “saperne di più” e ad interrogarmi sulla Gioia: c’era gioia nella mia vita? Com’era? Quando la provavo? Potevo sperimentarne di più? C’era qualcosa che mi impediva di viverla come volevo? La gioia è diversa dalla felicità? Se si, in cosa? Quanto “costa” vivere una vita di gioia?

Da allora ricerco, curioso, indago e approfondisco l’argomento, da sola e in gruppo, attraverso gli incontri della Gioiastica utilizzando diversi strumenti: lo studio dei testi, il movimento, l’introspezione, la creatività, il gioco, la condivisione, la sperimentazione, l’indagine #Gioiaè.

In questa mia ricerca ho trovato molti spunti interessanti nel libro I doni dell’imperfezione di Brenè Brown, professoressa di Sociologia all’Università di Houston. La Brown ha dedicato tutta la sua carriera allo studio sul campo di temi quali la vulnerabilità, la vergogna, il coraggio e il merito. Il sottotitolo degli libro recita: “Abbandona chi credi di dover essere e abbraccia chi sei davvero”.

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Il 4° capitolo è dedicato a “Coltivare la gratitudine e la gioia“. Per definire la gioia l’autrice prende in prestito le parole di Adela Rogers St. Johns, giornalista e scrittrice americana. E’ una definizione che sposo in pieno.

La gioia mi sembra un passo avanti rispetto alla felicità. La felicità è una specie di atmosfera in cui si può vivere, talvolta, quando si è fortunati. La gioia è una luce che ti riempie di speranza, fede e amore.

E’ estremamente interessante la ricerca dell’origine delle parole felicità e gioia fatta da Ann Robertson, pastore metodista, scrittrice e direttrice della Massachusetts Bible Society che la Brown riporta nel libro.

Il termine greco per felice è makarios, che veniva usato per descrivere la libertà dei ricchi dalle cure e dalle preoccupazioni comuni, o per indicare una persona che riceveva una qualche fortuna, come denaro o salute. La Robertson lo paragona al verbo greco chairo, gioire. Gli antichi greci definivano il chairo come “il culmine dellessere” e il “buonumore dellanima”. Scrive la Robertson:

Chairo, ci dicono i greci, è qualcosa che si trova solo in Dio, e si accompagna a virtù e saggezza. Non è una virtù da principianti: è un culmine. Dicono che il suo opposto non è la tristezza ma la paura.

Interessante questa affermazione. Vuol forse dire che per vivere una vita di Gioia c’è bisogno di coraggio?

Mi viene in mente il Libro degli amici dove l’autore, Hugo Von Hofmannsthal scrive : “La Gioia richiede più abbandono, più coraggio che non il dolore. Abbandonarsi alla Gioia significa appunto sfidare il buio, l’ignoto.”

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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Foto di Lubomirkin su Unsplash

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