Tag: Counseling

EXPERIENCE FESTIVAL ROMA

EXPERIENCE FESTIVAL ROMA

23, 24 e 25 giugno 2017

Ex Lanificio Luciani in via di Pietralata, 157

Un festival espressivo e visionario, catalizzatore di cambiamento, un momento di condivisione, un arcobaleno di possibilità per nutrire lo spirito e il corpo e per incuriosire la mente: workshop, sessioni individuali, installazione da co-creare sul posto, talks, concerti, danze di artisti e insegnanti  di varie discipline olistiche ed espressive.

Sono felice di contribuire a  questa meravigliosa abbondanza

sabato 24 alle 21 con il talk LASCIATI SPLENDERE e

domenica 25 con PILLOLE di Gioiastica, sessioni individuali per allenarti alla Gioia.

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Allenarsi alla Gioia significa imparare a riconoscere i momenti gioiosi della nostra vita, goderli pienamente e dargli il giusto valore. Significa imparare a scegliere la Gioia, a trovare il cammino interiore per incontrarla, esprimerla, viverla e alimentare un circolo gioioso che dà vita e colore alle nostre giornate. Perché ogni volta che fai qualcosa che ti porta Gioia, crei un mondo dove la Gioia esiste e soprattutto in questo periodo ce n’è più che mai bisogno, per ognuno di noi singolarmente e per il genere umano. E’ un allenamento e come tutti gli allenamenti ha bisogno di attrezzi, di strumenti semplici ed efficaci. Ne abbiamo 4 a disposizione e li useremo tutti e 4 nelle sessioni individuali: Movimento,  Creatività, Introspezione e Gioco.

Ti aspetto DOMENICA 25 dalle 10 alle 13 e dalle 14.00 alle 19.30 per PILLOLE DI GIOIASTICA e SABATO 24 alle 21 per LASCIATI SPLENDERE.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni chiama INFOLINE +39 3201730117  In caso di telefono occupato potete lasciare un SMS e verrete ricontattati al più presto. (ATTENZIONE i posti sono limitati).

Un piccolo grande passo collettivo verso la Gioia di Essere.

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COUNSELING PERIPATETICO IN NATURA

Mi piace andare allo studio a piedi. Mi piace allungare un po’ il percorso e passare per Villa Ada e godere del verde, della natura che si trasforma stagione dopo stagione. Con l’arrivo della primavera poi è una gioia vedere l’apoteosi dei colori, delle forme, delle varietà di alberi e arbusti in fiore. Il verde delle gemme, persino dell’alloro, è un richiamo forte e silenzioso alla vita, è connessione con la Madre Terra, è nutrimento dell’anima.

Un giorno ero talmente piena di bellezza e di stimoli che ho iniziato a chiedermi: come potrebbe essere una seduta di counseling nel verde? Come sarebbe uscire dallo studio e avere la natura come setting dell’incontro? Quale effetto potrebbe avere camminare nel parco invece di stare seduti uno di fronte l’altra?

Ho lasciato maturare queste domande all’interno e nel frattempo ho cercato di documentarmi. Ho scoperto tante cose: l’ecopsicologia, la Green therapy, Ecotherapy o Nature Therapy, un  Centro di Counseling and Nature Teraphy a Austin, negli Stati Uniti e sopratutto Michael Gurian.

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Counselor della coppia e della famiglia, autore di 28 libri tradotti in 22 lingue (ce ne fosse uno in italiano!), filosofo sociale, pioniere nel portare la neuro-biologia e le ricerche sul cervello nelle case, nelle scuole, nelle industrie e nella polizia con progetti pilota, co-fondatore del Gurain Institute, per la formazione di insegnanti e genitori  per l’apprendimento efficace di genere, utilizza il  counseling peripatetico in particolare con i ragazzi. Basato sul modello socratico di insegnare camminando, questo tipo di counseling consente al counselor e al cliente di fare qualcosa di fisico insieme. “Questo è, praticamente parlando, buono per stimolare il sistema limbico e l’elaborazione emotiva nei bambini, in particolari nei maschi. Crea inoltre un’opportunità per gli oggetti e le altre persone, lungo la strada, di svolgere un ruolo utile nel processo di counseling (“Che cosa ti ricorda quel ragazzo là?” “Guarda lei, che cosa pensi stia sentendo adesso?) Infine toglie le sedute dai piccoli spazi e lo immette nel mondo più grande lì fuori.”

E se il  counseling peripatetico fosse utile anche agli adulti?

Pochi giorni fa ho proposto ad una mia cliente di incontrarci a Villa Ada per l’incontro successivo. Siamo verso la fine del nostro percorso insieme e immaginavo avrebbe accolto volentieri la novità. Così è stato infatti. Abbiamo parlato camminando per i sentieri della villa, con la stessa qualità di presenza, intimità e ascolto delle nostre sedute a studio, come se gli alberi fossero i nostri guardiani e le persone che incrociavamo quasi non esistessero. Arrivate al  laghetto ci siamo sedute su una panchina. Stavamo facendo il punto della situazione, ripercorrendo il processo dall’inizio e a un certo punto ha detto: “All’inizio ero come una foglia al vento, fragile in balia delle persone e delle situazioni all’esterno”. Si è fermata un attimo con gli occhi rivolti verso i pini davanti a noi e lo sguardo interiore forse ancora nei ricordi di com’era e poi ha aggiunto: “Ora sono più stabile … come quel pino. Certo le mie radici non vanno ancora molto in profondità, ma ci sono. Le sento e mi sento salda.”

Avrebbe usato la metafora della foglia e del pino se non li avesse avuti davanti agli occhi per tutto il tempo dell’incontro? Avrebbe avuto la stessa chiarezza di visione se  fossimo state in studio?  Vedere davanti a lei la stabilità dell’albero l’ha aiutata a diventare consapevole del suo radicamento? Forse.

Di fatto questo è ciò che è accaduto al parco. ed è l’inizio per me del Counseling Peripatetico, tempo e clienti permettendo.

E a maggio ci sarà un’intera domenica di movimento e scrittura a Villa Ada. Ma di questo ne parleremo più avanti. Stay tuned!!

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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Alla luce delle risa delle donne

La cantante catalana Rosa Zaragoza ha iniziato la sua carriera professionale nel 1986, registrando cinque brani con canzoni di nozze ebree e catalane dei secoli XIV e XV. Più tardi arricchisce il suo repertorio  con canzoni appartenenti alle tradizioni musulmane e cristiane, con un particolare interesse per la musica spirituale di queste culture e  il recupero delle radici mediterranee. Tutto questo l’ha portata a cantare in tutto il mondo, a creare e dirigere il Festival Internazionale di Musica Mistica Barcellona (2000 e 2001) e Valencia (2001). Ha pubblicato 16 CD, di cui gli ultimi otto auto prodotti.
Ha un vasto repertorio di brani che esprimono i sentimenti delle donne sul loro corpo, la loro anima, la sessualità, la maternità, la morte …

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Offre anche laboratori per le donne, per la crescita personale e per la nascita e genitorialità per lavorare con la voce gioiosa.

L’ho conosciuta, musicalmente parlando, alcuni anni fa quando ho ascoltato “per caso” questo magnifico brano che è diventato la mia colonna sonora.

Ve la propongo con grande gioia. E se le gambe inizieranno a muoversi e a voler ballare … buona danza!!

Canto alle donne, che amano i lupi

danzano e ululano alla luna.

Vanno e si scatenano in montagna,

Vanno libere e sono sorelle.

Raccogliendo tutti i successi dei nostri antenati,

continuando la consapevolezza e l’utilizzo di nuove parole.

E’ tempo di realizzare i sogni,

è il momento di farci una risata,

di quelle che nascono dal profondo

e si espandono in fretta.

E ridono con noi gli uomini nuovi del mondo

che si inventano, come noi, per poter camminare insieme.

Sentiamo il sacro che abita i nostri corpi,

che è il corpo della terra stessa.

In ogni fase dei nostri cicli

abbracciamo la vita con amore.

E che vivano con gli noi uomini nuovi del mondo che si inventano, come noi, per poter crescere insieme.

Un piccolo passo (danzato) verso la Gioia di Essere.

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L’Art counseling

Sin dall’antichità l’arte è stata utilizzata per prevenire e curare le malattie. Dagli egizi ai greci fino ad arrivare a tempi più moderni, nel XIX secolo, “l’opera d’arte viene vista anche come una sorta di strumento terapeutico, una possibilità, per il suo creatore, di esprimere una realtà fantastica, che altrimenti l’avrebbe potuto portare alla follia”. [1]

Anche Carl Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, creatore della “psicologia analitica” o “psicologia del profondo”, ha parlato di arte come un mezzo per contattare ed esprimere le immagini appartenenti all’inconscio. Per Jung il simbolo assolve la funzione di mediatore fra l’inconscio e la coscienza ed è l’agente trasformatore della natura dell’uomo, aiutandolo ad individuarsi sempre di più. Attraverso la creazione artistica, sia essa un disegno, una poesia, una drammatizzazione o una danza, si riesce ad esprimere quello che è difficile esprimere a parole. [2]

L’art counselor (o counselor espressivo) utilizza le produzioni del cliente, come ponte verso l’interiorità e la consapevolezza, indipendentemente dal valore estetico di ciò che ha prodotto. Quest’ultimo non è quindi solo il mezzo attraverso il quale il cliente esprime se stesso, come avviene nelle arti-terapie, ma diventa lo strumento che fa da tramite tra l’art counselor ed il cliente, è l’oggetto transizionale su cui proiettare le emozioni. Così, da una distanza che non fa paura, le emozioni possono essere riconosciute come proprie da parte del cliente che può quindi masticarle, elaborarle, digerirle e infine integrarle dentro se stesso.

In poche parole l’art counselor integra l’utilizzo della creatività alle modalità peculiari del counseling (empatia, autenticità, accettazione, ascolto attivo senza valutare il cliente o il suo problema, senza interpretare, sostenere, consolare, indagare o proporre soluzioni).


[1] GIUSTI, Edoardo – PIOMBO Isabella, Artiterapie e Counseling espressivo – A.S.P.I.C. Edizioni Scientifiche, Roma, 2003

[2]JUNG, Gustave, Luomo e i suoi simboli, Raffaello Cortina Edizioni 2009

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Percorsi verso la Gioia di Essere

Ho spiegato qui il perché del nome del sito: Prospettiva G. Se guardi in alto, in cima alla pagina, accanto al logo di Propsettiva G puoi leggere queste parole “Percorsi verso la Gioia di Essere”? Perché? Cosa intendo?

Iniziamo dalla parola Gioia. Da tempo ricerco, curioso, indago e approfondisco l’argomento: cos’è la Gioia? quando la proviamo, che differenza c’è fra Gioia e Felicità. Per rispondere a queste e ad altre domande sul tema ho utilizzato diversi strumenti: lo studio dei testi, il movimento, l’introspezione, la creatività, il gioco, la condivisione, la sperimentazione. L’ho fatto per molto tempo da sola; poi è diventato tema di alcuni percorsi di gruppo, sia misti che al femminile ed è spesso anche al centro di alcune sedute individuali.

In questi anni mi sono resa conto, con grande stupore all’inizio, che la Gioia, più ancora della Felicità, fa paura a molte persone. Credo che dipenda dal fatto che per vivere una vita di gioia occorre andar fuori dalla propria confort zone, occorre cioè abbandonare vecchi meccanismi, prendere la responsabilità delle proprie scelte, smettere di lamentarsi e dar la colpa agli altri di quello che accade nella propria vita. E’ necessario quindi un percorso di trasformazione, di crescita personale, di consapevolezza, occorre conoscere sé stessi, come esortava Socrate ricordando l’effige sul tempio di Apollo a Delfi; ancor di più occorre essere se stessi.

È necessario coraggio per percorrere la strada verso se stessi, per avvicinarsi alla Gioia, prima ancora di abbandonarsi ad essa.

Come dice Von Hofmannsthal[1]:

La Gioia richiede più abbandono, più coraggio che non il dolore.
Abbandonarsi alla Gioia significa appunto sfidare il buio, l’ignoto.

Nel cammino verso me stessa, alcuni anni fa, ho incontrato l’Art counseling. Un amore a prima vista che, come spesso accade con l’amore, si è rivelato molto più interessante, intenso, difficoltoso e stimolante di quanto avessi immaginato all’inizio. L’arte, la creatività, l’ascolto, il percorso personale e di gruppo, le vicissitudini e la molteplicità di emozioni e insight di quel triennio di formazione sono stati strumenti potenti per la ri-scoperta delle mie risorse, l’integrazione delle diverse parti di me, il lasciare andare pesi e convinzioni limitanti, l’acquisizione di un approccio metodologico efficace.

Questo turbinio di esperienze ha accresciuto in me la consapevolezza dell’importanza del Coraggio e della Gioia per arrivare ad essere me stessa. Il coraggio è stato fondamentale, il coraggio di scegliere di essere autentica con me stessa, anche quando questo costava fatica, isolamento e sofferenza. E la Gioia di trasformare tali scelte in azioni mi ha dato ancora più coraggio per continuare il percorso. In un circolo virtuoso che mi ha portato oggi a Prospettiva G e a fare questo lavoro che amo molto.

Certamente non è finita qui. La strada per arrivare alla Gioia di Essere dura tutta la vita ed è forse proprio qui che risiede il segreto e il senso più elevato del vivere.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.


[1]VON HOFMANNSTHAL, Hugo, Il libro degli amici – Adelphi 1996

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Il counseling

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La parola counseling deriva dal verbo inglese to counsel, che risale a sua volta dal verbo latino consulo-ĕre, “consolare”, “confortare”. La parola inglese non è traducibile in italiano, nessuna delle traduzioni possibili infatti (“consolare”, “confortare”, “consigliare” “fornire consulenza”) rispecchia l’essenza del counseling, anzi ne darebbe un’idea distorta e fuorviante.

E’ Carl Rogers (1902-1987), psicologo statunitense e uno dei padri del counseling, a utilizzare questo termine per identificare un intervento d’aiuto (link post – relazione d’aiuto) diverso da quello psicologico e psicanalitico esistenti fino a quel momento.

“Questa nuova tecnica differisce dalle precedenti in quanto si prefigge scopi del tutto diversi. Essa infatti mira direttamente ad una maggiore indipendenza e integrazione dell’individuo, piuttosto che alla speranza di ottenere tali risultati con l’aiuto offerto dal consultore per la soluzione del problema. Punto focale è l’individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale sia quelli successivi in maniera più integrata. … Essa fa molto più affidamento sulla spinta individuale verso la crescita, la salute e l’adattamento.” [1]

Il Counseling opera nell’ambito della salutogenesi, ovvero della prevenzione della malattia o meglio della promozione della salute, così come intesa e definita dalla Carta di Ottawa nel 1986. E’ utile a questo proposito ricordare la definizione di salute dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità):

“La salute non è assenza di malattia o di infermità, bensì uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”.

Assocounseling, l’Associazione professionale di categoria a cui sono iscritta, definisce Il counseling professionale come

“un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.

E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.” [2]

Secondo Rollo May, l’altro padre fondatore del counseling insieme a Carl Rogers, il counselor ha il compito di

“favorire lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare eventuali problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno (…). Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso”. [3]

Il counseling non è e non può essere inteso come una forma di terapia psicologica. Mentre quest’ultima richiede un processo globale di crescita (aspetto strutturale), il counseling richiede invece un cambiamento focalizzato su obiettivi specifici (aspetto adattivo).

Esistono infiniti modelli e scuole di counseling: Rogersiano o centrato sulla persona, Gestalt, dell’età evolutiva, transpersonale, sistemico, transazionale, psicocorporeo, psicosomatico, psicosintetico, fino ai più recenti olistico o addirittura sciamanico, tanto per citarne alcuni.

La mia formazione è in Counseling Artistico (link al post in Art counseling) Espressivo e Danza Movimento Relazionale Creativa ©.

[1] ROGERS, Carl R., Potere personale – Casa Editrice Astrolabio, 1978 pagg. 13-14

[2] http://www.assocounseling.it/counseling/definizione-di-counseling.asp

[3] May, Rollo, Larte del Counseling – Casa Editrice Astrolabio, 1991

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