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L’incontro straordinario di danza e Metodo T.R.E.®

Il Metodo T.R.E.® – Tension and Trauma Releasing Exercises – è diffuso in tutto il mondo. Ci sono siti e pagine Facebook in tutte le lingue possibili con articoli e video molto interessanti. Qualche giorno fa sulla Pagina Zen Oasis – T.R.E Ateliers di Liegi ho visto il video di un servizio del Telegiornale delle 19.30 di RTBF Auvio, una rete televisiva belga. Puoi vederlo qui a destra e, se ne hai bisogno, leggere la traduzione, con alcune note personali, qui di seguito.

La storia straordinaria di un uomo la cui vita è cambiata il giorno in cui si è messo a danzare. Nato con un’infermità celebrale, aveva una camminata difficile e atipica. Ed è stato per questo suo modo di camminare che una coreografa l’ha chiamato a far parte di un suo spettacolo. Durante le prove il danzatore e il suo coach sono passati da una sorpresa all’altra. Un magnifico documentario proiettato durante L’ Extraordinary Film Festival ci racconta questa esperienza.

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(NOTA Unico in Belgio, l’Extraordinary Film Festival propone al grande pubblico, ai professionisti e alle personne interessate un’immagine positiva delle persone in situazioni di handicap, nella loro realtà e nelle loro capacità, parecchio distanti dai clichés usuali. Organizzato ogni due anni, l’evento presenta una selezione di opere di grande qualità cinematografica provenienti dal Belgio e dagli altri paesi.)

E’ la storia di un racconto sconvolgente. Tamar Rogoff è una coreografa americana. Nel 2008 cercava un danzatore per il suo spettacolo sul tema “l’intelligenza del corpo”.
Tamar Rogoff  : “ Ho visto Gregg. E’ un attore, stava lavorando in “Romeo e Giulietta”. Greg ha un’infermità motoria cerebrale e il suo modo di muoversi mi ha veramente affascinato”.
Gregg Mozgala non aveva mai danzato. Dalla nascita la disfunzione del sistema nervoso non gli permetteva di camminare se non con grande difficoltà.
Gregg Mozgala: “I miei talloni non avevano mai toccato il suolo. Non avevo il movimento di bilanciamento della anche. Quello accadeva nella parte alta del corpo e nelle braccia. E c’era un incredibile livello di tensione. Tamar lavora in un modo molto particolare, tutto deve partire dal corpo. Quindi per realizzare le sue coreografie ho imparato a conoscere delle parti del mio corpo, e scoprendole ho dovuto utilizzarle.”
Da due anni non è la danza che li occupa ma i Festival del Cinema. Un documentario inatteso. Durante le prove una cinepresa ha filmato un momento magico che ha cambiato la loro vita.

(NOTA Segue dopo l’immagine)

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Tamar: “Noi facevamo degli esercizi con una sorta di tremore, (NOTA il tremore neurogeno è una capacità dell’essere umano di rilasciare naturalmente tensioni, stress e trauma che viene risvegliata con il metodo TRE),  esercizi in cui Gregg lasciava volontariamente il suo corpo vibrare in un modo praticamente incontrollabile. (NOTA In realtà il tremore è controllabile dalla persona, il/la operatore TRE è in grado di aiutare la persona a farlo in caso di bisogno). E’ una tecnica che avevo già utilizzato, una tecnica che uso per rilassarmi. Lui è riuscito a rilassarsi a tal punto che quando si è rialzato i suoi talloni toccavano terra.”
Gregg: “Quando mi sono alzato e ho fatto i miei primi passi, sapevo che qualcosa era cambiato. “I miei piedi sono a terra!” Ero capace di sentire la terra, con tutto il mio piede. Era qualcosa di talmente nuovo per me”.
Uomo adulto: “So quello che significa sentire queste tensioni nel corpo. E’ brutale. E’ veramente incredibile che quest’uomo possa camminare.”
Gregg: “Tutti questi anni di fisioterapia, di dottori, specialisti, sono dietro di me. Il mio corpo è capace di fare qualcosa di miracoloso e trascendente. Quello che è universale nel film, e non solo per coloro che hanno degli handicap, è che il corpo è un veicolo incredibile. Ha il potenziale per cambiare. Per tutta la mia vita mi avevano detto che il cambiamento sarebbe stato impossibile, che non avrei mai potuto fare certe cose. Non avevo mai pensato di diventare un danzatore. Non avevo mai immaginato di camminare meglio.”
Questa prova di danza ha commosso milioni di americani e ha portato un nuovo sguardo dei medici sul suo handicap.

NOTA Ho tradotto e pubblicato questo video perché unisce in sé due mie grandi passioni: la danza e il Metoto T.R.E®. L’intento è di testimoniare l’efficacia del metodo nel più totale rispetto del lavoro di fisioterapisti, medici, specialisti e terapeuti. E’ anche un invito alla danza rivolto a tutti, al di là della condizione fisica e dell’età.

Per maggiori informazioni sul Metodo consulta i siti MetodoTRE.itMetodo TRE Italia e nel mondo. Se vuoi sperimentare il Metodo in sessioni di gruppo, vedi qui le prossime date in calendario. Se preferisci una sessione individuale o desideri parlarne chiama o scrivi a questi recapiti.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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4 aprile 2018

Il tuo corpo è fatto per muoversi.
Lo senti?
Cammina, corri, danza, lascialo muoversi.
Si muoveranno anche i pensieri e le emozioni.
 
#fluiscoconquelchecè – Proposte quasi quotidiane per fluire con quel che accade.
#prospettivaG #percorsiversolagioiadiessere #SuolCollage©

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Dalla Paura alla Compassione, passando per Rabbia, Tristezza e Gioia – La mappa delle emozioni secondo Gabrielle Roth

Uno dei primi libri che ho letto sulla danza e sull’espressione corporea è stato Le mappe dell’estasi di Gabrielle Roth

Nel retro-copertina del libro, scritto insieme a Lohn Loudan, è descritta così: “Gabrielle Roth è la creatrice dello sciamanesimo urbano. Un insieme di insegnamenti, suoni, movimenti e rituali adatto ai residenti nelle grandi aree urbane che vogliono riscoprire se stessi e la propria spiritualità.”

Gabrielle Roth è stata l’incarnazione di un arcobaleno infinito di forme di arte: danza, musica, scrittura, teatro, filosofia confluite ed espresse magistralmente nella danza dei 5 Ritmi© e in tutte le sue opere.

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Amo molto Le mappe dell’estasi, ritorno a leggerlo spesso, è una guida, una mappa per l’essere umano, un percorso verso l’estasi. L’ho ripreso in mano il mese scorso per la preparazione di E-Motion, emozioni in movimento, il seminario di espressione corporea e artistica nel secondo anno di formazione di Ghenesis, scuola di crescita personale e formazione in Respirazione Consapevole Sistemica®. Quello che segue è un estratto del secondo capitolo dal titolo “Esprimere il cuore” in cui è riportata la Mappa delle emozioni.

” … Dobbiamo sgombrare i nostri armadi emozionali,  mettere ordine nelle nostre emozioni fondamentali.

I sentimenti non sono né negativi né positivi: sono solo forze elementari della nostra energia vitale con le proprie vibrazioni e funzioni. Sono essenziali per la nostra salute e il nostro benessere. Fondamentalmente la paura protegge, la rabbia difende, la tristezza libera, la gioia solleva, la compassione unisce. La paura è vicina alla superficie del nostro io, la rabbia è più profonda, la tristezza e la gioia vengono sempre più dall’interno di noi e la compassione emana dal profondo del nostro essere. Ciascuna è un livello e una vibrazione di energia che deve scorrere liberamente se vogliamo essere realmente radicati nel presente.

PAURA

La paura è un’emozione vitale. … La paura è vostra amica, è il radar che vi guida nel vostro viaggio attraverso la vita. E’ un istinto basilare della sopravvivenza umana, fisica, psicologica, spirituale. Antenne sensibili ben sintonizzate sui segnali di pericolo ci mettono in grado di individuare e affrontare le minacce mentre si presentano. La paura ci insegna a prestare attenzione a quello che sta succedendo, e un senso della paura ben sviluppato ci permette di rimanere in equilibrio dinamico in un mondo che è inevitabilmente insicuro e imprevedibile. … Se non prestiamo attenzione ai segnali specifici della paura, quell’energia si trasforma in paranoia generalizzata, un perenne stato di allarme che si impadronisce della nostra vita. … Quello di cui abbiamo bisogno, quindi, è di liberarci dalle nostre vecchie, diffuse, implose ansie, in modo da poter aver paura di quello che realmente minaccia il nostro benessere. … Non dobbiamo aver paura della paura. Non dobbiamo essere imbarazzati o immobilizzati dalle nostre paure. Dobbiamo dare loro la giusta attenzione e la giusta espressione quando si manifestano. … La paura correttamente incanalata produce un impegno pienamente consapevole.

RABBIA

… La rabbia è una reazione tesa a proteggere l’integrità contro l’invasione dei vostri confini personali. E’ un “no” a un qualcosa di sbagliato, a una violazione. Stabilisce confini e alza barricate. La vera rabbia è tagliente come un coltello. E’ rapida, chiara, non ha bisogno di spiegazioni. … Non c’è niente di più pulito, di più efficace della giusta rabbia. La rabbia autentica è specifica e giustificata, e la sua espressione diretta mette in evidenza i comportamenti sbagliati, e difende l’integrità in un modo che va a vantaggio di tutti. … La rabbia interiorizzata, imbottigliata è diffusa a livello epidemico nella nostra società e le sue conseguenze sono una catastrofica violenza domestica, il crimine violento, ogni tipo di aggressività mal indirizzata. La rabbia è la meno consentita, la meno approvata delle emozioni della nostra società, e perciò la più repressa.  … Se solo potessimo imparare ad essere giustamente arrabbiati nel momento giusto, per proteggere il nostro territorio personale da una vera invasione, la rabbia sarebbe una risposta adatta, il modo appropriato per risolvere le sfide, una terapia senza effetti collaterali negarvi invece che una condizione cronica la cui impotenza produce effetti distruttivi. L’espressione autentica della rabbia spesso genera un sentimento di compassione, in quanto si passa dalla rabbia per la violazione a un apprezzamento simpatetico di quello che ha spinto la persona a invadere i nostri confini. E la stessa rabbia può essere una forma appropriata di compassione.

TRISTEZZA 

La tristezza è la liberazione, l’abbandono emozionale che si verifica quando le nostre aspettative, i nostri desideri vengono delusi. La tensione dell’aspettativa e dell’intenzione si scioglie. La tristezza fa male perché comporta il rinunciare a ciò a cui siamo attaccati … e il continuare a vivere nonostante la perdita. … Siamo portati a pensare che la maniera più ovvia per essere felici, per avere il ritmo e la scintilla della felicità, è di evitare la tristezza. In realtà, è esattamente il contrario. Solo se accettiamo l’inevitabile tristezza possiamo raggiungere la vera gioia. … La tristezza vi mette in contatto con il cuore della vostra vulnerabilità e con i legami primari che formano la rete della vostra esperienza. … La tristezza è lo strumento di trasformazione che ci permette di fondere la nostra rigidità, il nostro desiderio di sicurezza, di stabilità, di essere rassicurati con l’inevitabilità del cambiamento e la necessità di crescita. La sfida è di accettare la nostra inevitabile vulnerabilità e accogliere la tristezza così come viene, come lo sfogo necessario per convivere al meglio col cambiamento. … La tristezza segnala la necessità di rompere un legame. E’ un sintomo proveniente dal cuore di cui è meglio tenere conto. E se impariamo a convivere con la tristezza della nostra vita scopriremo presto che l’esprimere tristezza produce inevitabilmente la gioia. Quando la vita ci delude e va contro i nostri desideri più profondi, la tristezza è la risposta giusta, la sua energia purificatrice consente al resto dei nostri sentimenti di scorrere liberamente.

GIOIA 

La gioia è l’energia espansiva del benessere dinamico. Ci solleva l’animo, ci dona energia, ci fa brillare gli occhi, dà sicurezza la nostro passo, riempie di leggerezza la nostra esistenza. La gioia è naturalmente generosa e rilassata e aperta. Si manifesta quando la nostra energia scorre liberamente in una dinamica di risposte appropriate alle nostre esperienze. …. Questa gioia si verifica ovviamente solo quando le altre emozioni, la paura, la rabbia, la tristezza, sono libere di scorrere. … Gran parte delle persone fanno finta di essere felici, poiché questo è quello che vogliono gli altri pensino; è la condizione esistenziale più accettabile. Ma la vera felicità è molto rara. … Quando la gioia arriva veramente, dovremmo festeggiare, anche se molti di noi si sentono imbarazzati se si abbandonano a spontanee esplosioni di esultanza. Non è che pensiamo che vi sia qualcosa di sbagliato nell’essere pieni di gioia, ma siamo comunque prigionieri di un pregiudizio che considera poco alla moda o poco sofisticato l’essere troppo  pieni di gioia, o troppo apparentemente emotivi. Spesso il fatto di avere un cuore ci provoca un disagio simile a quello che ci provoca il fatto di avere un corpo. … Ultimamente si è parlato molto del potere guaritore del senso dell’umorismo. … L’umorismo ci permette di vedere le cose nella giusta luce, di riconoscere quanto poco sappiamo, quanto poco infallibili e quanto poco perfetti siamo.. L’umorismo per un istante ci spiega questa profonda verità. Inoltre ci libera dai nostri legami solenni, ed è questa libertà dai legami, questo non aver bisogni o rimpianti che è alla base della vera gioia. …

COMPASSIONE 

La compassione è il frutto della paura, della rabbia, della tristezza e della gioia. Quando queste emozioni fanno parte della nostra vita quotidiana, grazie a loro potete provare empatia verso gli altri e cominciare a dare agli altri quello di cui hanno veramente bisogno. La compassione non sempre è un abbraccio, talvolta è come uno schiaffo in faccia. Comporta l’essere capace di sentire quello che l’altro sta sentendo rimanendo abbastanza distaccati per poter capire quali sono i suoi veri bisogni e quindi reagire nella maniera appropriata. Potete avvertire il dolore, la gioia, la paura di qualcuno, ma non sono le vostre emozioni, piuttosto sono le emozioni che vi legano agli altri. Se siete veramente compassionevoli, il fatto che qualcuno ha paura non vi fa provare paura, ma vi consente di sentire e affrontare la sua paura. Siete in grado di provare una genuina empatia perché siete liberi da confuse proiezioni di voi stessi. … La compassione comporta il riconoscere le emozioni degli altri e il rispondere nella maniera appropriata a quello che sta succedendo. La compassione è un camaleonte: può indossare la maschera della paura, della rabbia, della tristezza, della gioia, persino dell’indifferenza a seconda delle circostanze. Il Buddha compassionevole sorride con un occhio e ha una lacrima nell’altro, e la nostra missione è di indirizzare le persone verso la vera libertà, non di tenere loro la mano dicendo che tutto si sistemerà. … La compassione significa dare agli altri quello di cui hanno bisogno, che non sempre è quello che vogliono. … Per noi è essenziale aiutare i nostri compagni, amanti, figli e amici e lasciare che le loro emozioni respirino e trovino la loro espressione. La compassione aiuta le altre persone a entrare nei loro autentici sentimenti e a liberarli e a scoprire le false emozioni. … Da un certo punto di vista la compassione è l’assenza delle emozioni. Cioè siete così liberi dal vostro passato emozionale che siete aperti verso la verità dei sentimenti degli altri. … Si può dire che la compassione è l’assenza di emozione da cui hanno origine tutte le emozioni.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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Alla luce delle risa delle donne

La cantante catalana Rosa Zaragoza ha iniziato la sua carriera professionale nel 1986, registrando cinque brani con canzoni di nozze ebree e catalane dei secoli XIV e XV. Più tardi arricchisce il suo repertorio  con canzoni appartenenti alle tradizioni musulmane e cristiane, con un particolare interesse per la musica spirituale di queste culture e  il recupero delle radici mediterranee. Tutto questo l’ha portata a cantare in tutto il mondo, a creare e dirigere il Festival Internazionale di Musica Mistica Barcellona (2000 e 2001) e Valencia (2001). Ha pubblicato 16 CD, di cui gli ultimi otto auto prodotti.
Ha un vasto repertorio di brani che esprimono i sentimenti delle donne sul loro corpo, la loro anima, la sessualità, la maternità, la morte …

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Offre anche laboratori per le donne, per la crescita personale e per la nascita e genitorialità per lavorare con la voce gioiosa.

L’ho conosciuta, musicalmente parlando, alcuni anni fa quando ho ascoltato “per caso” questo magnifico brano che è diventato la mia colonna sonora.

Ve la propongo con grande gioia. E se le gambe inizieranno a muoversi e a voler ballare … buona danza!!

Canto alle donne, che amano i lupi

danzano e ululano alla luna.

Vanno e si scatenano in montagna,

Vanno libere e sono sorelle.

Raccogliendo tutti i successi dei nostri antenati,

continuando la consapevolezza e l’utilizzo di nuove parole.

E’ tempo di realizzare i sogni,

è il momento di farci una risata,

di quelle che nascono dal profondo

e si espandono in fretta.

E ridono con noi gli uomini nuovi del mondo

che si inventano, come noi, per poter camminare insieme.

Sentiamo il sacro che abita i nostri corpi,

che è il corpo della terra stessa.

In ogni fase dei nostri cicli

abbracciamo la vita con amore.

E che vivano con gli noi uomini nuovi del mondo che si inventano, come noi, per poter crescere insieme.

Un piccolo passo (danzato) verso la Gioia di Essere.

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