La sera dice: «Ho sete d’ombra!»
Dice la luna: «E io di stelle.»
La fonte cristallina chiede labbra
e sospira il vento.
Ho sete di aromi e di risa,
sete di canzoni nuove
senza luna né gigli
e senza amori morti.
Un canto mattutino che increspi
gli stagni tranquilli
dell’avvenire. E riempia di speranze
il suo fango e le onde.
Un canto disteso e luminoso
pieno di pensiero,
vergine di tristezze e di angosce
e vergine di sogni.
Un canto senza carne lirica che riempia
di risa il silenzio
(stormo di colombe cieche
lanciate al mistero).
Canto che tocchi il cuore delle cose
e l’anima dei venti
e che riposi infine nella gioia
del cuore eterno.
Vega de Zujaira, agosto 1920
Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha recitato questa poesia lo scorso 24 ottobre 2026 durante un comizio elettorale a Granada rivendicando la Spagna di Garcia Lorca, la Spagna che non ha paura, che abbraccia le diversità
Foto di Saad Chaudhry su Unsplash












