Giornata Mondiale della Gentilezza

Il World Kindness Movement, Movimento Mondiale della Gentilezza, è nato a Tokio il 13 novembre 1997 e conta attualmente una trentina di nazioni membri: Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Emirati Arabi,  Francia, Giappone, Gran Bretagna, India, Italia, Liberia, Malesia, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Nigeria, Olanda, Oman, Pakistan, Romania, Scozia, Sudafrica, Svizzera, Stati Uniti, Thailandia e Ucraina.

La missione del Movimento è di ispirare gli individui ad una maggiore gentilezza e di unire le nazioni per creare un mondo più gentile. Uno dei mezzi con cui il Movimento porta avanti la sua missione è la Giornata Mondiale della Gentilezza che si celebra il 13 novembre.

Mi viene in mente una proposta che ho visto girare già da diverso tempo in internet. Praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza priva di senso.

In una gelida giornata invernale a San Francisco, una donna arriva al casello del pedaggio per il ponte sulla baia. “Pago per me e per le sei auto dietro di me”, dice con un sorriso. Uno dopo l’altro, i successivi sei automobilisti che arrivano al casello, dollari in mano, si sentono dire: “Una signora lì davanti ha già pagato il biglietto per lei. Buona giornata”. La donna dell’auto aveva letto qualcosa su un biglietto attaccato ad un nastro adesivo al frigorifero di un amico: “Praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza priva di senso”. La frase risuonò profondamente in lei e la ricopiò. Ora la frase si sta diffondendo, su adesivi, sui muri, in fondo alle lettere e ai biglietti da visita, sulle pagine di facebook, sui blog, sugli articoli. Ma soprattutto nella vita reale.

A Portland, nell’Oregon, un uomo infila una moneta nel parchimetro di uno sconosciuto appena in tempo per non fargli prendere la multa. (A Portland c’è un parchimetro per ogni posto auto) A Patterson, nel NewJersey, una dozzina di persone con secchi, stracci e bulbi di tulipano si danno appuntamento nei pressi di una casa cadente per ripulirla da cima a fondo mentre i fragili e anziani proprietari stanno a guardare, sbalorditi e sorridenti. A Chicago un adolescente è intento a spalare un vialetto d’accesso quando lo coglie l’impulso: che cavolo, non mi vede nessuno, pensa, e spala anche il vialetto del vicino. Praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza priva di senso: un’anarchia positiva, un disordine, un disturbo piacevole.

Gli atti di bellezza privi di senso si diffondono: a Roma un uomo anziano pianta giunchiglie, oleandri e altre piante verdi lungo la strada, aiutato da un giovane extracomunitario. A Seattle un uomo si autonomina unico addetto al servizio d’igiene e vaga per le colline di cemento raccogliendo spazzatura in un carrello da supermercato.

Dicono che non si possa sorridere senza rallegrarsi un po’; allo stesso modo non si può compiere una gentilezza senza sentirsi più leggeri, se non altro perché il mondo è diventato un luogo leggermente migliore.

La cosa interessante è che questi atti sono casuali, non richiesti, del tutto spontanei, fatti solo per far sorridere la gente, per farla sentire meglio. E non si può essere destinatari di tali gentilezze senza provare uno choc, un sobbalzo piacevole. Se fossi stat@ fra quegli automobilisti che si trovarono il biglietto del ponte pagato, chissà cosa saresti stat@ ispirat@ a fare per qualcun altro più tardi…Avresti salutato con calore il tuo vicino di casa? Avresti sorriso a un impiegato stanco? Avresti chiesto per favore il solito caffè al barista? O qualcosa di più importante, di più grande?

Praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza priva di senso non costa nulla eppure è di un’importanza inestimabile per riprenderci la vita, la serenità, la relazione, la libertà di “essere” come individui e come comunità umana.

Praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza priva di senso al di là dell’età, del genere, del guadagno, della professione che svolgiamo, di dove viviamo, di quante lauree abbiamo, quante macchine, vestiti, cellulari.

Usiamo la nostra creatività e proviamo a vedere in quanti modi possiamo praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza priva di senso, magari proprio ora, con coloro che ci sono vicino. Che sia il 13 novembre o meno, che sia a casaccio o meno rendiamo il mondo un luogo più gentile dove vivere.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

 

Foto di Evan Kirby e Robert Baker su Unsplash

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