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52 Sfumature di Sè | 29.7 GIOCARE all’ARIA APERTA

Stiamo dedicando questo mese di luglio al GIOCARE. Abbiamo iniziato facendo nostre le massime di Lau Tzu il gioco è la medicina più grande” e di George Bernard Shaw “L’uomo non smette di giocare perché invecchia; invecchia perché smette di giocare.” E così ci siamo messi a giocare, prima con i colori, poi con il respiro. Oggi iniziamo la settimana dedicata al più classico dei modi di giochi: all’ARIA APERTA.

Sono tantissimi i giochi che si possono fare en plein air, come direbbero i francesi, e che hanno bisogno veramente di poca o di nessuna attrezzatura:
– nascondino
– campana
– palla avvelenata
– ruba bandiera
– pallone
– racchettoni
– quattro cantoni
– regina reginella
– uno, due, tre, stella
quanti altri giochi hai fatto all’aria aperta? scrivimelo qui. Da quanto tempo non ci giochi?

Perchè giocarci ora?
Perchè no? Guarda questo video!

Il 25 luglio noi giochiamo A piedi nudi nel P.A.R.C.O. Ti unisci a noi? Contattami qui per informazioni e prenotazioni.

Non vedo l’ora di giocare insieme!

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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A PIEDI NUDI NEL P.A.R.C.O.

Festa di celebrazione di un anno intenso e ricco
giovedì 25 luglio – giorno fuori dal tempo
nel Parco di Villa Ada dalle 19,00 alle 20,30.

Una sera d’estate all’aperto, in un parco cittadino, per vivere insieme:
Presenza,
Arte,
Radicamento,
in Cerchio,
Osando giocare
A piedi nudi nel P.A.R.C.O.

COSA FAREMO
Esploreremo insieme il 7° dei 12 luoghi che compongono 52 sfumature di Sè, viaggio in 52 tappe e 12 luoghi all’incontro di Sè. 7°: GIOCARE perchè, per dirla rispettivamente con Lau Tzu e con George Bernard Shaw , Il gioco è la medicina più grande”  L’uomo non smette di giocare perché invecchia; invecchia perché smette di giocare”. 
Giocheremo, allora. All’aperto. Giochi di movimento e di radicamento, creativi e divertenti, silenti e chiacchierati, da soli, in coppia e in gruppo, a piedi nudi e con le scarpe.
Ognuno tornerà a casa con un ASOBI, un’opera co-creata – per la prima volta all’aperto – testimonianza artistica dell’incontro in un giorno speciale.

PERCHE’ IL 25 LUGLIO
Il 25 Luglio è il 365° giorno dell’anno nel Calendario delle 13 LuneIl calendario delle Tredici Lune integra i cicli della Terra con quelli della Luna e del Sole. Esso divide l’anno solare in 13 mesi di 28 giorni ciascuno, e costituisce pertanto un calendario perpetuo di 52 settimane, dando un totale di 364 giorni. Il 25 luglio non rientra nel computo dei giorni della settimana o del mese: è un vero e proprio Giorno Fuori dal Tempo.  E’ un giorno in cui il paradigma TEMPO=DENARO trasmuta in TEMPO=ARTE

IL TEMPO NON E’ DENARO
IL TEMPO è ARTE
E NOI SIAMO L’ARTE INCARNATA NEL TEMPO

A CHI SI RIVOLGE
A uomini e donne di tutte le età che desiderano:
√ ri-trovare il senso del gioco nella loro vita
√ celebrare il giorno fuori dal tempo
√ sperimentare il tempo come arte, non come denaro
√ co-creare arte, risa, leggerezza
√ onorare la fine di un anno “lavorativo”
√ festeggiare con me i più di 1000 like della pagina Prospettiva G – Percorsi verso la Gioia di Essere

DOVE
All’interno di Villa Ada, il luogo esatto verrà indicato al momento dell’iscrizione.

ORARIO
dalle 19,00 alle 20,30 (si raccomanda la puntualità)

CONTRIBUTO
libero a partire da € 7,00

COSA PORTARE
un tappetino o un telo dove poterti sedere
un foulard
una pietra
una penna nera

PER INFO E PRENOTAZIONI
emanuela@prospettivag.it
3392422057

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52 sfumature di Sé | Appuntamento con #iltempochecivuole 2019

Il 7 gennaio 2019 nasce 52 sfumature di Sé – Appuntamento settimanale con #iltempochecivuole – 2019.

COS’E’ 52 SFUMATURE DI SE’

* una compagnia, un sostegno, un promemoria, un percorso, un’ispirazione per Essere in contatto con Sè
* uno spazio e un tempo di auto ascolto
* un incontro semplice, utile e creativo con sé stessi e anche con gli altri
* un appuntamento virtuale gratuito a settimana, usufruibile con i tuoi tempi e nei modi che preferisci (FB, whatsapp, mail)


A CHI SI RIVOLGE 52 SFUMATURE DI SE’

¶ agli essere umani di qualsiasi età, sesso, cittadinanza e religione che abbiano voglia di riprendere in mano le redini della propria vita
¶ a tutti coloro che sono stufi di andare avanti col pilota automatico
¶ a chi sente l’esigenza di fermarsi, almeno una volta a settimana, e dedicare del tempo alla propria interiorità
¶ a quelli che desiderano vivere i propri giorni con maggiore presenza, curiosità e senso di meraviglia
¶ a chi ha voglia di dare un maggior senso ai propri giorni lasciando splendere sempre più la propria luce
¶ a coloro che hanno voglia di condividere tutto ciò con i propri simili

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COME PARTECIPARE

Agli incontri virtuali settimanali
A partire dal 7 gennaio ogni lunedì mattina alle 7:30 troverai sulla pagina Facebook Prospettiva G l’ispirazione della settimana.
√ Puoi scegliere di andare quando vuoi sulla pagina, sapendo che puoi accederci anche se non hai un account Facebook.
√ Se preferisci ricevere l’ispirazione settimanale via whatsapp invia un messaggio al 3392422057 scrivendo “52 SFUMATURE DI SE'” e il tuo nome
√ Se preferisci ricevere settimanalmente un email con l’ispirazione scrivi a emanuela@prospettivag.it mettendo nell’oggetto  “52 SFUMATURE DI SE'”.

Troverai le informazioni sugli eventi della pagina Facebook Prospettiva G
√ Puoi scegliere di andare quando vuoi sulla pagina, sapendo che puoi accederci anche se non hai un account Facebook.
√ Se preferisci ricevere le informazioni via whatsapp invia un messaggio al 3392422057 scrivendo “52 SFUMATURE DI SE’ ” e il tuo nome
√ Se preferisci ricevere settimanalmente un email con l’ispirazione scrivi a emanuela@prospettivag.it mettendo nell’oggetto  “52 SFUMATURE DI SE’ “.

 

CLICCA QUI PER LA PREPARAZIONE FACOLTATIVA AL PERCORSO

 

COME NASCE 52 SFUMATURE DI SE’

Il 18.8.18 ho avuto un incidente veramente singolare. Sono stata investita da un rodhesian e un pastore tedesco nell’area cani di una struttura a Trevignano, sul lago di Bracciano, a due passi da Roma. L’impatto ha provocato la frattura scomposta del perone sinistro, la conseguente trazione prima dell’operazione per applicare una placca di titanio, divieto di mettere peso sulla gamba fino al 22 ottobre e poi il recupero che è tuttora in corso.

In tutto questo lungo periodo ho pubblicato ogni giorno su Facebook una foto, all’inizio quasi sempre del piede, e qualche parola. Ho iniziato per gioco, per passare il tempo e contare i giorni per arrivare a poter di nuovo mettere il piede a terra;  60 per cominciare, tanti erano previsti e prescritti. Poi il 60 si è trasformato in un punto interrogativo, come a dire ´magari servono meno di 60 giorni, meglio lasciare aperta la possibilità’. Il punto interrogativo è diventato in una sorta di ricerca di definizione: nonsopiuquanti, chissàquanti, nonsoquanti, chissàquanti (di nuovo), bho, fino ad arrivare a «iltempochecivuole» che mi ha soddisfatto, tanto da meritare l’hastag e diventare #iltempochecivuole, un mantra ormai.

L’album #iltempochecivuole raccoglie le riflessioni quotidiane di quel periodo, un percorso di consapevolezza, di trasformazione durato più di 100 giorni e, per certi aspetti, ancora in corso.

“Trasforma la sofferenza in arte, l’arte in consapevolezza, la consapevolezza in azione” è la frase di Gabrielle Roth che ha ispirato il percorso fin dall’inzio. Esprimermi nelle foto e nella scrittura mi ha aiutato a comprendere e ad attraversare quello che mi stava accadendo, accrescendo la consapevolezza di me e della mia trasformazione. Condividere le mie riflessioni è stato parte integrante del mio processo di guarigione e, con il passar del tempo, anche d’ispirazione per molti. Credo faccia parte dell’evoluzione del genere umano mettere al servizio degli altri i propri progressi, accompagnare nel percorso noto chi è in procinto di farlo. E’ così che la sofferenza si trasforma in arte, l’arte in consapevolezza, la consapevolezza in azione.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e sono felice, se sceglierai di farlo, di condividere con te 52 SFUMATURE DI SE’ nel 2019.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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Sul silenzio, la gioia e la condivisione

Sto leggendo IL SILENZIO, un libro di Erling Kagge, norvegese nato a Oslo nel 1963, il primo uomo a raggiungere il Polo Sud in solitaria e il primo a raggiungere “i tre poli”: il Polo Nord, il Polo Sud e una cima dell’Everest.

“Che cos’è il silenzio?”, “Dove lo si trova?”, “Perché è più importante che mai?”. Nel libro Kagge dà trentatré risposte a queste domande. Ogni capitolo è semplicemente intitolato “Risposta” e il numero; ogni risposta, ogni capitolo è una porta di accesso diversa al silenzio interiore. Più che far riflettere, il libro quieta la mente e la apre ad una nuova qualità di attenzione a quel che accade.

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Me ne sono accorta oggi, durante la mia passeggiata mattutina nel parco sotto casa con Pablo, il cane di mio figlio in vacanza.  Invece di andare dietro ai mille pensieri quotidiani e camminare col pilota automatico, guardavo con occhi nuovi quello che mi circondava. E ho visto.

Ho visto le rondini svolazzare sul prato in cerca di cibo, ho sentito il loro verso gioioso e ho lasciato che anche la mia mente l’ascoltasse, allargando i pensieri, lasciandoli andare. Mi sono ritrovata d’incanto in un accogliente silenzio interiore, un misto di gioia e stupore, in un tempo senza tempo, in uno stato “inesprimibile”,  “privo di parole” per dirla con Platone e Aristotele, citati dallo stesso Kagge nella Risposta 16. Continuo con la pubblicazione di parti del libro, ieri la Risposta 15, qui di seguito un estratto della 20.

E’ bello poter condividere i momenti di gioia.

Nelle giornate concitate a volte mi manca qualcuno con cui poterlo fare. E’ altrettanto vero, però, che condivisione significa anche interferenza. Quando avevo quasi vent’anni, mi raccontarono una storia sull’eroe di guerra Claus Helberg, diventato poi una guida alpina molto apprezzata. …

Una mattina presto, Helberg doveva guidare un gruppo di escursionisti partendo da un famoso rifugio, la Finsehytta. Era tornata la luce estiva, l’inverno aveva allentato la sua morsa e spuntavano ovunque nuovi colori. Le condizioni del tempo erano magnifiche e lui, prima della gita, consegnò ad ognuno dei partecipanti un biglietto dove c’era scritto: “Si, è davvero fantastico”.

…. Ho spesso ripensato a quell’aneddoto. Helberg, dopo aver trascorso tanti anni in montagna, e dopo violenti scontri con le forze di occupazione, aveva capito fino a che punto le parole possono limitare le esperienze che stiamo facendo. Aveva voluto quindi evitare che gli escursionisti passassero la giornata a dirsi quanto fosse stupenda  invece di concentrarsi su ciò che era stupendo. Le parole possono distruggere l’incanto. Non sono sufficienti. E’ indubbiamente meraviglioso poter condividere esperienze importanti, ma le parole possono anche allontanarcene. A volte mi sono trovato a riflettere sul fatto ce le gioie semplici, come per esempio osservare il muschio sopra un sasso, sono quelle più difficili da descrivere. Helberg voleva che tutti potessero riflettere e ammirare le montagne, il cielo, il muschio e le piante che timide iniziavano a fiorire anche quella primavera.”

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

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La foto sopra il titolo è di George Hodan, quella piccola è mia di questa mattina al parco sotto casa, se la ingrandisci riesci a vedere le rondini

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