La menopausa precoce

Quello che segue è un estratto dell’omonimo capitolo del libro Medicina e autoguarigione per la donna (*), la cui copertina è riportata qui accanto. 

In media la menopausa inizia oggi a cinquantuno anni, anche se il mutamento inizia già prima. (….) Il giudizio su quando qualcosa è “troppo presto” rimane sempre una valutazione soggettiva e, considerato il nostro disconoscimento o, perfino, il nostro rifiuto collettivo del modello di vita, si può partire dal presupposto che la maggior parte delle donne consideri l’inizio della menopausa, indipendentemente dall’età, troppo precoce perché non ha (ancora) alcuna voglia di tornare indietro nel cammino della vita. Tuttavia a questo spesso si contrappone l’aspettativa positiva dell’arresto del flusso di sangue mestruale. Si può essere contenti della fine di una fase di vita solo se questa non è stata abbastanza apprezzata, il che può limitarsi più o meno alle emorragie.

Anche se teniamo conto di questo fenomeno, la menopausa rimane in ogni modo sicuramente la più rifiutata di tutte le pause.

Certe donne avvertono i primi segni della menopausa già a quarant’anni o addirittura a trenta. A prima vista si tratta soprattutto di donne che appaiono sovraccaricheche necessitano anzitempo della loro pausa.

Secondo la filosofia orientale ognuno riceve una certa dose di energia vitale e può disporne come vuole e come più gli si addice. In Oriente si parte addirittura dal concetto che il numero dei respiri sia stabilito con esattezza. Più si respira e più energia viene consumata  e di conseguenza più breve è la vita. Considerato dal punto di vista medico dell’Occidente, il fiato corto non è in effetti una garanzia di lunga vita, ma insieme alla frenesia, lascia dedurre piuttosto il contrario.

Accanto ad un ampio raggio individuale e del tutto naturale di scelte di vita, alle volte ci possono essere anche gravi disturbi delle regole tra l’ipofisi e l’ipotalamo a provocare l’arrivo precoce della menopausa. La causa può essere il crollo dell’intero sistema ormonale, come succede per esempio spesso nel caso di donne completamente spossate o tossicomani. Sono spesso donne sovreccitate che si vedono confrontate con questi “disturbi”, donne che hanno preteso troppo da loro stesse, che non hanno trovato alcun ritmo e, men che mai, il loro personale ritmo femminile. …. Tra loro si trovano sovente delle imprenditrici giovani e, in ogni caso, donne che si sono date molto da fare, donne di successo, nuove ricche, donne in carriera e altre che hanno praticato la vita di coppia in maniera sportiva, consumando, così facendo, molta (troppo) energia vitale. Quando avevano ancora le mestruazioni, queste erano spesso troppo forti, cosicché anche in ciò si mostrava chiaramente l’esaurimento dell’energia di vita, attraverso la perdita sovrabbondante di linfa vitale.

Se la menopausa inizia molto presto, la presa di coscienza che ormai è definitivamente troppo tardi per avere dei figli può rappresentare anche il vero dolore di questa problematica. D’altronde, ne sono colpite anche altrettante donne che si sono consumate per i propri figli e si sono lasciate sfibrare dalla famiglia.

In ambedue i casi si tratta di adattarsi all’inversione nel modello vitale e di intraprendere coscientemente il ritorno a casa. Sul cammino dell’andata del mandala, dal concepimento alla metà della vita, la quantità è ancora molto importante, ossia si tratta di ottenere e di realizzare (realizzarsi) il più possibile. Sulla via di ritorno della metà verso il centro del mandala dovrebbe essere la qualità a passare in primo piano.  Questo non è facile per le donne che per la metà dello loro vita sono state in cerca dell’intensità. Ora dovrebbero imparare che l’intensità non sgorga dalla quantità ma dalla qualità …  Il passo dalla quantità alla qualità è un aspetto di maturazione necessario in ogni vita se non si vuole che finisca in maniera vuota e insoddisfacente.

La menopausa precoce viene unilateralmente interpretata come catastrofe e non come punto di svolta. Se l’interessata sceglie la resistenza e cerca per forza di continuare la propria vita di prima, esiste il pericolo del passaggio diretto e troppo veloce alla donna anziana.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere.

(*) Margit e Rudiger Dahlke – Volker Zahn, Medicina e Autoguarigione per la donna  Edizioni Mediterranee 2000  pagg. 277-279

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