1. Semplicità | 21 parole per la nuova Umanità

Ti do il benvenuto a bordo di questo viaggio che ci porterà ad incontrare. 21 parole per la nuova Umanità, 21 parole nuove, vecchie, italiane e non. Il progetto è nato durante la fase 1 della pandemia, ha mosso i primi passi fuori dalla mia testa subito dopo la fine del lockdown e vede nascere oggi il periodo di condivisione. La parola scelta per l’inizio di questo viaggio è SEMPLICITA’.

SIGNIFICATO

SEMPLICITA’ (ant. simplicità) s. f. [dal lat. simplicĭtas -atis, der. di simplex «semplice1»]. – 1. Qualità di ciò che è semplice

SEMPLICE costituente di una sola parte, di un solo ingrediente. Contrario di Duplice, triplice, molteplice. Puro, senza mistione, senza artificio, senza malizia.

ORGINE

Dal latino:simplex, composto dalla radice simsin che significa “senza” e da quella di plectere che significa piegare. Letteralmente quindi “senza piega”

SULLA PAROLA

La semplicità  quindi è la qualità di chi è “senza piega”, integro, puro, senza malizia, senza artifici, senza commistioni.  Queste sono le qualità che spero siano alla base della nuova Umanità, alla base delle relazioni fra noi esseri umani, fra noi e gli animali, fra noi e la Terra. Per questo ho scelto di iniziare con questa parola.

Mi piace riportare le parole di Alda Merini in proposito. La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri… E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto. Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà. Mi piacciono i barboni. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore..

Molti dizionari riportano la facilità come sinonimo di semplicità. Personalmente non sono d’accordo e condivido in pieno queste parole di Bruno Munari: “Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.”

CURIOSITA’

Cercando in internet informazioni sulla semplicità ho scoperto una cosa che mi ha veramente sbalordito.
La celeberrima “Preghiera semplice” di San Francesco, è un’opera del secolo scorso pubblicata per la prima volta in Francia nel 1912. Non è affatto stata scritta da San Francesco anche se è indubbio che il santo di Assisi amasse e insegnasse la semplicità ai suoi frati. Leggi questo interessante articolo a proposito della storia della preghiera e molti altri ne puoi trovare nel web. Ciò non toglie che il Santo amasse e insegnasse ai suoi frati la santa semplicità insieme alla santa povertà.

Nel Medioevo una singola pianta medicinale veniva chiamata semplici, chi insegnava le proprietà delle erbe era chiamato Lettore dei semplici e quello che oggi chiamiamo Orto Botanico veniva chiamato Giardino o Orto dei semplici. I semplici sono la base per complessi composti farmaceutici: in sé contengono pochi princìpi, chiari alla scienza di chi li abbia studiati.

Un piccolo passo verso la Gioia di Essere

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